Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Corruzione in Tribunale, Castriota e Ferraro interrogati in carcere. Atti secretati

Il giudice in servizio a Latina e il suo consulente, accusati di corruzione, hanno risposto a lungo alle domande del gip di Perugia

Interrogatori in carcere questa mattina a Roma per il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giorgia Castriota e del consulente Silvano Ferraro, arrestati giovedì 20 aprile con le accuse di corruzione, corruzione in atti giudiziari, induzione indebita a dare o promettere utilità.

Entrambi gli indagati hanno deciso di rispondere a lungo alle domande del giudice per le indagini preliminari di Perugia Natalia Giubilei e del sostituto procuratore umbro Gennaro Iannarone, che ha condotto l’indagine con il supporto della Guardia di Finanza. La Castriota, che si trova nel carcere di Rebibbia ed è assistita dagli avvocati Giuseppe Valentino e Paolo Zeppieri, ha parlato per quasi due ore chiarendo la sua posizione e lo stesso ha fatto Ferraro, assistito dall’avvocato Leone Zeppeiri. I due si sono difesi e al termine dell’interrogatorio di garanzia i magistrati hanno secretato i verbali dell’interrogatorio. Sarà invece interrogata il 27 aprile Stefania Vitto, anche lei coinvolta nell’indagine sull’affidamento degli incarichi e finita agli arresti domiciliari. Secondo gli investigatori la coppia Castriota-Ferraro avrebbe messo in piedi “un gruppo ben strutturato che si è mosso con l'obiettivo di conferire incarichi al secondo, cioè a Ferraro, o comunque ad amici compiacenti, al fine di percepire compensi in procedure relative alla gestione di società con una solidità economico-finanziaria nella quali c'è una marea di soldi da spartirsi”. L’accordo oggetto dell’indagine della Procura di Perugia era di riversare una parte dei soldi “a Castriota, che quelle nomine ha favorito ed avallato, in completa violazione di legge ed in esecuzione di un disegno criminoso ben delineato, che suggerisce l'esistenza di uno schema collaudato che va avanti da anni e che, verosimilmente, si è realizzato, come dovrà essere verificato, anche in altre occasioni”.

I legali dei due indagati al termine dell’interrogatorio di garanzia hanno chiesto per i loro assistiti gli arresti domiciliari, istanza sulla quale il gip Giubilei si è riservato di decidere.

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