Cronaca

Infiltrazioni nell'economia, le organizzazioni criminali "aiutate" dal Covid

Il report dell'Organismo permanente del Viminale: anche la provincia di Latina tra quelle monitorate nei settori ristorazione e alberghiero

Il Covid può avere aiutato nell’ultimo anno le infiltrazioni criminali nell’economia? E’ quello che ha cercato di capire l’Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso del Ministero dell’Interno con un report che ha focalizzato l’attenzione sulle variazioni societarie registrate in Italia da marzo 2020 a febbraio 2021 e le ha confrontate con quelle relative all’analogo periodo precedente.

Il trend nel periodo della pandemia

Con tale analisi si è voluto verificare il trend del periodo Covid per valutare l’impatto della crisi in atto sulle variazioni societarie e verificare se queste possano in qualche modo costituire degli indizi di infiltrazione criminale nell’economia. Arrivando alla conclusione che durante la pandemia la criminalità organizzata non si è fermata. Questa edizione del report – giunto al suo quinto traguardo - oltre al dato complessivo nazionale e alle variazioni registrate a livello regionale, ha effettuato un’analisi per macro aree geografiche (Nord, Centro e Sud) e portato a termine un esame mirato su quattro province campione, relativamente ai soli settori della ristorazione e a quello alberghiero, particolarmente colpiti dall’emergenza pandemica. Si tratta di Reggio Emilia al Nord, Latina al Centro, Cosenza al Sud e Trapani per l’area Isole), dove già in passato ‘evidenze investigative – si legge nel rapporto - hanno documentato l’infiltrazione nell’economia da parte di sodalizi criminali di tipo mafioso’. 

Il monitoraggio nei settori ristorazione e alberghiero

Per ciascuna provincia è stato verificato il numero di variazioni societarie riferite ai due codici indicati unitamente al numero di soggetti coinvolti in tali variazioni. Per quanto riguarda la provincia pontina i soggetti coinvolti sono stati 791 e le variazioni rilevate 342: nel settore della ristorazione le variazioni sono state 293 di cui 119 come turn over cariche; 71 come turn over di partecipazioni; 40 trasferimenti di quote 63 trasferimenti di azienda. Nel settore alberghiero su 49 variazioni 20sono state dei turn over nelle cariche; 13 turn over nelle partecipazioni; 9 trasferimenti di quote e 7 trasferimenti di azienda.

Le operazioni contro i clan Travali e Di Silvio 

Tra le operazioni condotte sul territorio pontino concluse nel periodo pandemico e segnalate dalle Forze di polizia e dalla Dia in quanto riconducibili alle predette tipologie di infiltrazione c’è 'Movida' del 7 dicembre 2020 con le ordinanze di cautelare in carcere nei confronti di 5 soggetti del clan Di Silvio, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione, violenza privata e rapina, aggravati dal metodo mafioso per le pressioni estorsive esercitate dagli esponenti del sodalizio in danno di imprenditori e commercianti locali, nonché il radicato controllo sul territorio della città di Latina.

E ancora viene ricordata l’operazione Reset del 17 febbraio scorso nei confronti di 19 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, omicidio, estorsione, usura, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, violenza privata e ricettazione, aggravati dal metodo mafioso. L’indagine, che fa seguito e conclude una pregressa attività investigativa, ha consentito, grazie anche alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, di documentare le attività criminali poste in essere, nel capoluogo pontino, da due distinte organizzazioni, i Travali e i Di Silvio, principalmente dedite al traffico di sostanze stupefacenti; sono state messe in luce, in particolare, le condotte illecite, attuate con modalità mafiose e preminente operatività nel capoluogo, del clan Travali, attivo su numerosi fronti criminali che spaziano dall’estorsione, all’usura, al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, alla detenzione abusiva di armi e reati contro la persona. 

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