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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

Traffico di droga e beni di lusso in carcere, condanne per 69 anni di carcere

La sentenza della Corte di appello per le 22 persone coinvolte nelle inchieste 'Astice' e 'Petrus': ai Petrillone le pene più pesanti

Sono state condannate a 69 anni di carcere le 22 persone coinvolte nelle operazioni ‘Astice’ e ‘Petrus’ che hanno portato alla luce un traffico di droga e beni di lusso all’interno del carcere di Latina.

Questo pomeriggio, dopo alcune ore di camera di consiglio la seconda sezione penale della Corte di appello di Roma ha emesso la sentenza nei confronti sia di chi in primo grado ha scelto di essere giudicatocon il rito abbreviato in sede di udienza preliminare che per chi ha imboccato la strada del concordato, una sorta di patteggiamento con un accordo sulla pena tra accusa e difesa.  

Rispetto a questi ultimi i giudici hanno condannato Riccardo Petrillone a sei anni di carcere, Simone Petrillone a 5 anni, Salvatore Di Girolamo a quattro anni e sei mesi; l’agente carcerario Gianni Tramentozzi a tre anni e 7 mesi, e Angelo Di Girolamo a 2 anni e nove mesi. Hanno invece scelto il giudizio ordinario gli altri imputati nei confronti dei quali sono state emesse le seguenti condanne, leggermente più basse rispetto a quelle di primo grado: Gennaro Amato, Massimiliano Del Vecchio, Angelo e Salvatore Travali e Antonio Di Noia due anni e 8 mesi ciascuno, Angelo Petrillone 5 anni,  Andrea Lazzaro a 1 anno e 6 mesi così come Francesco Falcone.

Confermate invece le pene per Nicoletta Torri a 2 anni e 2 mesi; Martina Giacomelli a 3 anni; Michael Consoli e Adriatik Deda a 4 anni; Gioacchino Iazzetta a 5 anni; Angelo Di Girolamo a 3 anni; Antonio Sellacci a 2 anni e 4 mesi; Stefano Venditti e Mario Braganti a 1 anno e 8 mesi; Marco Quattrociocchi a 3 anni, Endri Collaku tre anni e 4 mesi.

Sono invece usciti dal processo avendo patteggiato Mauro Guerrieri condannato a 1 anno e 9 mesi e Franco Zinni, l’ispettore penitenziario in pensione condannato a 9 anni.

Gli imputati – assistiti dagli avvocati Sandro Marcheselli, Alessia Vita, Giancarlo Vitelli, Maurizio Forte, Giammarco Conca, Oreste Palmieri – erano chiamati a rispondere a vario titolo di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, truffa aggravata, ricettazione, detenzione illegale, spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di arma da sparo.

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