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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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Emergenza ucraina: accolti a Latina 250 rifugiati fuggiti dalla guerra, circa la metà sono bambini

E' il quadro della situazione fornito dall'assessora al Welfare del Comune Francesca Pierleoni. Le famiglie ucraine chiedono spesso aiuti alimentari, vestiario, alloggi

Sono ad oggi 250 le persone i cittadini ucraini accolti a Latina e transitati ai Servizi sociali del Comune per richiedere forme di assistenza, come aiuti alimentari, vestiario, supporto per l'inserimento a scuola di bambini e ragazzi, alloggi o semplicemente per informazioni. La metà di questi sono appunti minori. Al Comune di Latina sono arrivate 94 offerte e disponibilità di alloggi da parte di famiglie italiane, che hanno messo a disposizione posti letto nelle proprie abitazioni o appartamenti sfitti per dare accoglienza ai rifugiati ucraini in fuga dalla guerra. Tre nuclei familiari sono stati dunque sistemati in abitazioni private e altri tre sono stati invece inseriti dalla prefettura all'interno di Cas, centri di accoglienza straordinari. "Abbiamo avuto un'assistenza veramente numerosa da parte dei cittadini di Latina - commenta la vicesindaca e assessora al Welfare e Politiche sociali del Comune Francesca Pierleoni - In queste settimane abbiamo provveduto a fare controlli prima di procedere con l'ospitalità degli ucraini presso le famiglie italiane per verificare le condizioni idoneità degli alloggi".

Quanto alle richieste, i cittadini ucraini si rivolgono ai Servizi sociali per aiuti alimentari, in qualche caso per avere vestiario e negli ultimi giorni anche per avere alloggi dopo una temporanea ospitalità presso parenti e conoscenti che già vivevano in città. Chi si rivolge all'amministrazione comunale viene invitato a registrarsi presso la questura e poi ad effettuare un tampone per la ricerca del Covid entro 48 ore dall'arrivo. Su base volontaria i cittadini ucraini possono poi accedere gli hub messi a disposizione dalla Asl per il rilascio del codice Stp che consente loro di ricevere prestazioni e cure sanitarie e per l'eventuale vaccinazione anti Covid. "Molte famiglie ucraine che decidono di ospitare parenti - spiega ancora l'assessora - si informano già prima dell'arrivo dei loro connazionali. Come Comune stiamo cercando di rispondere all'emergenza e di avere contezza dei servizi richiesti. Un'altra cosa importante è la presenza di un data base condiviso con altre istituzioni che ci consente in tempo reale di sapere chi viene accolto e dove e quali sono stati i servizi erogati. In questa fase la rete sul territorio è importantissima e la circolarità delle informazioni prioritaria. La rete che si è costituita grazie alla prefettura ha infatti permesso al Comune di Latina di sviluppare con gli altri attori presenti un coordinamento operativo che ci permette di gestire questa emergenza nei migliori dei modi. Per quanto riguarda i fondi stanziati dal Governo per i rifugiati ucraini, siamo in attesa che arrivino disposizioni dal Ministero".

Sia il Pis - Pronto intervento sociale che l’equipe del progetto LGNetEA stanno collaborando attivamente all’ascolto e alla definizione dei bisogni delle persone per accelerare i processi. Da ieri inoltre, martedì 5 aprile, è aperto ufficialmente uno sportello del Comune per fornire informazione e orientamento a immigrati extracomunitari, con la presenza di mediatrici interculturali ucraine. Si trova presso la sede del Servizio Accoglienza e Integrazione in via Armando Diaz 2, 4° piano, ed è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 12.20 e il martedì e il giovedì anche dalle 15 alle 17.

Prosegue anche l’attività presso il Centro operativo Ccmunale di via Cervone che vede in prima linea le associazioni di protezione civile. In questa sede è  possibile donare due giorni a settimana, il lunedi? e il venerdi?, dalle 15 alle 17, prodotti per l’igiene personale, cibo in scatola come carne, tonno, legumi, zuppe, verdure (non in vetro), prodotti per bambini, pannolini, salviette igieniche, omogeneizzati. Si raccomanda sempre di donare prodotti che non abbiano una scadenza a breve termine. La distribuzione avviene negli stessi giorni e negli stessi orari con il supporto di una mediatrice interculturale ucraina messa a disposizione dal Servizio Welfare, oppure direttamente presso il domicilio del nucleo richiedente attraverso le squadre di volontari di protezione civile e il Pronto intervento sociale

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