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Cronaca

Processo ai Casamonica: "Hanno agito in forza della caratura criminale della famiglia"

Il Procuratore De Falco chiede una condanna a cinque anni e mezzo e due condanne a 3 anni e otto mesi per tre esponenti del clan

Ha preso il via davanti al giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone il processo con rito abbreviato a carico di tre esponenti del clan dei Casamonica chiamati a rispondere di estorsione ai danni di alcuni ristoratori del capoluogo pontino.

A rappresentare l'accusa in aula il Procuratore della Repubblica Giuseppe De Falco che nella sua requisitoria ha sottolineato come il comportamento di Diego Casamonica, 43 anni, Guido e Marco Casamonica, entrambi di 23 anni fosse finalizzato a "affermare il dominio sul territorio in forza della caratura criminale della famiglia di appartenenza" e ha chiesto una condanna a cinque anni e mezzo per Diego, a tre anni e otto mesi ciascuno per Guido e Marco sollecitando invece l'assoluzione per l'imputazione di tentata estorsione.

Le indagini condotte dalla Squadra mobile di Latina erano nate dalla denuncia fatta nel marzo 2022 dai titolari di un ristorante del litorale che avevano raccontato che i tre indagati, dopo avere cenato avevano tentato di farsi consegnare denaro contante, circa 700 euro, vantando la loro appartenenza al clan Casamonica e poi erano andati via senza pagare il conto che ammontava a circa 1.600 euro. Un comportamento analogo era stato adottato dal gruppo anche nei confronti del receptionist di una struttura ricettiva poco lontana dal quale pretendevano di farsi  consegnare il denaro che c'era in cassa ma che l'impiiegato non gli aveva dato. Nella stessa gironata gli indagati si erano trattenuti per varie ore, effettuando diverse consumazioni, all’interno di un bistrot nel centro cittadino e anche in questa circostanza, sotto minaccia, avevano costretto il proprietario a consegnare il denaro che aveva in tasca, circa 160 euro, poi si erano allontatati senza pagare le consumazioni, cibo e bevande costose, per un ammontare di 600 euro. A distanza di un paio di mesi Diego era stato arrestato e gli altri due indagati.

Ieri la prima udienza del processo con rito abbreviato e la richiesta di condanna del Procuratore, poi il rinvio al 21 aprile quando la parola mpasserà alla difesa prima che il gup emette la sentenza.

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