Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca

Fallimento dell'hotel 'Il Guscio', martedì e mercoledì i sette professionisti davanti al gip

Commercialisti e avvocato avrebbero organizzato il piano per svuotare la società di cui dovevano occuparsi con grande anticipo

Saranno interrogati martedì e mercoledì i sette professionisti indagati per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente nell’ambito di procedure  fallimentari, trasferimento fraudolento di valori e reimpiego di denaro, beni o altre utilità di  provenienza illecita e sospesi per un anno dall’esercizio della propria professione. Ad ascoltarli sarà il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina Giuseppe Cario che ha firmato l’ordinanza su richiesta della Procura. Martedì toccherà a Alberto Palliccia, Luca Pietrosanti, Aldo Manenti e Massimo Mastrogiacomo mentre mercoledì saranno ascoltati Luigi Buttafuoco, Simone Manenti Roberto Manenti.

Secondo le indagini condotte dai finanzieri del Nucleo provinciale di polizia tributaria, agli ordini del tenente colonnello Angelo Andreozzi, gli indagati - che sono stati tutti sospesi per un anno dall'esercizio della professione -, nell’ambito della procedura concorsuale per la società Circe srl, proprietaria dell’hotel “Il Guscio”, a Terracina per conto del Tribunale si sarebbero accordati con altri colleghi per svuotare la società di cui dovevano occuparsi. Un piano che avrebbero organizzato con un anno di anticipo per portare a termine l’affare. Secondo le Fiamme Gialle “è stato artatamente gonfiato il passivo della società per giungere ad un valore del patrimonio netto e, conseguentemente, delle quote, inferiore al reale, producendo così l’effetto di poter acquisire la società e la sua unica attività, ad un prezzo economicamente molto vantaggioso, in danno della curatela e dei creditori”.

La realizzazione del disegno criminoso “è stata possibile grazie alla divulgazione, al di fuori della procedura, di informazioni commerciali “sensibili”, destinate a costituire patrimonio informativo della vendita fallimentare, che ha comportato la distorsione della procedura concorsuale, inducendo gli organi preposti a privilegiare la procedura di liquidazione delle quote della società di capitali in luogo del pignoramento immobiliare dell’albergo, e alla sottostima del valore delle quote della società di capitali attraverso una perizia artatamente prodotta nell’ambito della procedura esecutiva dal perito “estimatore” il quale, successivamente, in spregio ai requisiti di indipendenza previsti dalla legge si è poi prestato ad assumere, per conto degli acquirenti, l’incarico di “attestatore” al fine di evitare che altri potessero mettere in evidenza le gravi incongruenze relative alla procedura di valutazione delle quote”.

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