Lunedì, 15 Luglio 2024
Cronaca

'Certificato pazzo', in 67 rischiano il rinvio a giudizio

La richiesta della Procura al gup per le persone coinvolte nel rilascio di centinaia di false certificazioni mediche. Solo una ha chiesto il rito abbreviato

Sono 67 le persone coinvolte nell’inchiesta denominata ‘Certificato pazzo’ per le quali la Procura di Latina ha chiesto il rinvio a giudizio. La richiesta è stata presentata in sede di udienza preliminare davanti al gup Pierpaolo Bortone e soltanto uno degli imputati ha chiesto di poter essere giudicato con il rito abbreviato. Per gli altri si torna in aula il 28 aprile prossimo quando inizieranno a parlare gli avvocati della difesa tra i quali Angelo Palmieri, Maurizio Forte, Renato Archidiacono.

L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano e condotta dai carabinieri del Nas, aveva portato a dicembre 2019 all’esecuzione di numerose misure cautelari, perquisizioni e sequestri a carico di soggetti coinvolti nel sistema illecito di corruzione finalizzato al rilascio di false certificazioni mediche utilizzate per ottenere indebitamente benefici relativi a pensioni di invalidità, licenze di porto d’armi e permessi particolari per i destinatari di provvedimenti giudiziari. Le persone coinvolte sono residenti in diversi centri della provincia di Latina compresi Priverno, Fondi e Monte San Biagio.

Grazie all’attività investigativa è stato possibile documentare, attraverso l'installazione di telecamere, 150 certificati falsi per invalidità o per il rilascio o il rinnovo del porto d'armi. Da questi certificati a firma di un medico in servizio al Csm della Asl, sede di Fondi, si è risaliti ai beneficiari, circa 70 persone indagate a piede libero per concorso nel reato di corruzione di pubblico ufficiale.

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