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Politica e clan, il pentito chiama in causa Giorgia Meloni. La replica: "Mai fatto affari con i rom"

La notizia pubblicata oggi, 6 marzo, dal quotidiano Repubblica in cui si fa riferimento a soldi dati dal partito nella campagna elettorale del 2013. Non si è fatta attendere la risposta della leader di Fratelli d'Italia

C’è un nuovo scenario sui rapporti tra criminalità e politica che si apre nella provincia di Latina. A rivelarlo è il quotidiano Repubblica che questa mattina ha pubblicato il passaggio relativo a un interrogatorio del collaboratore di giustizia Agostino Riccardo davanti ai magistrati della Dda di Roma impegnati in una serie di indagini che riguardano proprio il clan di Latina. Il pentito, secondo Repubblica, chiama in causa direttamente la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, sostenendo che durante la campagna elettorale del 2013 consegnò al clan Travali 35mila euro per attaccare i manifesti del partito e di Pasquale Maietta, commercialista ed ex presidente del Latina Calcio, coinvolto nell’inchiesta Arpalo condotta dalla procura di Latina. Proprio nel 2013 Maietta entrò alla Camera dei deputati dopo che la Meloni e Fabio Rampelli avevano optato per altri collegi. Secondo quanto riportato nell’articolo, Agostino Riccardo riferisce ai magistrati dell’antimafia che fu proprio Maietta a presentargli Giorgia Meloni. Parla poi di un incontro con il suo segretario avvenuto a Roma durante il quale quest’ultimo, arrivato a bordo di una Volkswagen scura, aveva portato “35mila euro all’interno di una busta del pane” che sarebbero serviti proprio per pagare il clan.

Non si è fatta attendere la risposta della leader di Fratelli d’Italia attraverso un video pubblicato sul suo profilo di Facebook: “Io non faccio affari con i rom, io non metto i soldi nelle buste del pane, la notizia è inventata". "Devo pensare – aggiunge - che gli inquirenti l'abbiano considerata infondata altrimenti mi avrebbero chiesto conto di una notizia che mi infanga e mi chiedo come sia possibile che una rivelazione del genere sia finita su Repubblica, senza che nessuno abbia inteso chiedermi un punto di vista. E’ partita la macchina del fango contro l’unico partito di opposizione. Non ci facciamo intimidire. Gli ultimi sondaggi ci danno sopra il 18%".

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