Sabato, 15 Maggio 2021
Cronaca

Ufficio del giudice di pace nel caos, i sindacati scrivono al presidente del Tribunale

Personale ridotto all'osso e affollamento contro le norme anti Covid, chiesto un tavolo di confronto con gli avvocati

Una situazione ormai ingestibile quella dell’Ufficio del giudice di pace di Latina con un’unica cancelleria per il settore penale e civile, centinaia di fascicoli da gestire e udienze con un numero di cause esagerato che determinano quotidianamente nei locali e i locali di via Vespucci assembramenti di utenti in barba a tutte le regole sul distanziamento per l’emergenza Covid.

A descrivere le condizioni in cui si lavora nell’ufficio stavolta sono i rappresentanti sindacali di Confsal Unsa Quirino Leomazzi e quello della Funzione pubblica Cgil Vittorio Simeone, che hanno chiesto al presidente del Tribunale Caterina Chiaravalloti l’attivazione di un tavolo di confronto, aperto anche all’avvocatura, per individuare soluzioni condivise il cui obiettivo deve essere “alleviare le criticità con soluzioni innovative sul piano informatico e, soprattutto, attraverso applicazioni di personale da altri uffici distrettuali e, in caso, attraverso l’attivazione di collaborazioni con il Consiglio dell’Ordine per la ricezione degli atti ed il rilascio di copie”.  

Nella lettera si ricorda come a fronte di una previsione della pianta organica di 15 unità in servizio ci sono soltanto 8 impiegati destinati a diventare 7 da marzo per il collocamento a riposo di un operatore giudiziario. Per quanto riguarda i giudici onorari dei 25 previsti in servizio ce ne solo soltanto 9 e non è previsto alcun nuovo arrivo. “Le criticità investono sia la cancelleria civile che quella penale – spiegano Leomazzi e Simeone - nel civile si sconta la mancata informatizzazione dei servizi per ritardi dell’amministrazione centrale che aveva promesso l’attivazione del Processo Civile Telematico. La gestione cartacea dei fascicoli, da un lato produce un elevato afflusso dell’utenza per iscrivere a ruolo i fascicoli, depositare atti endoprocessuali o chiedere la visione dei fascicoli e l’estrazione di copie, dall’altro espone gli impiegati ad un elevato rischio di contagio da Covid”. Inoltre presso la cancelleria penale l’unico funzionario addetto è assente per malattia da circa un mese e l’unico operatore giudiziario è in ferie obbligatorie per il prossimo pensionamento: tale circostanza ha portato ad unificare le due cancellerie. “Le criticità in cui versano i servizi – si legge ancora nella lettera - non sono imputabili a responsabilità dello sparuto contingente d’impiegati in servizio: si consideri che la presenza media di personale è di 4/5 unità, considerate le assenze dovute a ferie, malattie, smart-working per due unità fragili. E’ necessario – concludono Leomazzi e Simeone attivare un tavolo di confronto, aperto anche all’Avvocatura, per trovare soluzioni condivise”.

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