Giudice di pace nel caos, gli avvocati: "Situazione indecorosa e mortificante"

Nel giorno della ripresa delle attività centinaia di persone ammassate nei corridoi e anche nei bagni. Lettera al presidente del Tribunale

La ripresa dell’attività dell’Ufficio del giudice di pace di Latina è avvenuta “nel più assoluto disordine e in assenza dei più elementari accorgimenti atti a garantire il distanziamento come richiesto dalle autorità sanitarie e le modalità di accesso alla cancelleria degne più di un suk che di un Palazzo di giustizia”.

Sono le parole del commissario dell’Ordine degli avvocati Giacomo Mignano che, sollecitato da alcuni colleghi, è andato a vedere cosa stava accadendo nei locali di via Vespucci nel primo giorno di ripartenza dopo quattro mesi di lockdown e poco dopo ha scritto una lettera al presidente del Tribunale Caterina Chiaravalloti usando parole di fuoco. 

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E’ stato “uno spettacolo indecoroso e mortificante - racconta Mignano è 'impossibile celebrare negli angusti locali del presidio oltre 150 controversie in una mattinata senza creare fenomeni di calca. Sia gli avvocati che gli altri soggetti interessati sono stati costretti ad attendere, in alcuni casi anche due ore non solo nei corridoi delle scale ma anche in bagno: una circostanza gravissima che lede la dignità della giustizia e il decoro umano. Gli uffici, in contrasto con una sua disposizione – scriva ancora nella lettera al presidente del Tribunale - sono di fatto interdetti all’utenza. All’ingresso è stato posizionato un banchetto, dietro un’indecorosa tendina di plastica, al quale può accedere una sola persona per volta”. Il rappresentante dell’organismo forense parla di “disfatta non solo dell’amministrazione della giustizia ma più in generale del decoro e del rispetto delle persone” e chiede un incontro urgente per “affrontare e risolvere problemi non più rinviabili e per garantire le condizioni minime per una sana e regolare frequentazione del sito nel rispetto della dignità umana”.

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