Scuola, caos sulle immissioni in ruolo dei docenti. La denuncia della Gilda Insegnanti

La coordinatrice provinciale Patrizia Giovannini: "Le operazioni propedeutiche all’avvio del nuovo anno scolastico procedono anche sul territorio "in modo confuso e approssimativo"

Le operazioni propedeutiche all’avvio del nuovo anno scolastico procedono anche sul territorio "in modo confuso e approssimativo", anche per quanto riguarda le assunzioni in ruolo. Le informative del Miur, diffuse ai sindacati nella serata di ieri, martedì 11 agosto, non aiutano a chiarire e le stesse organizzazioni sindacali non hanno certezze su come di fatto si svolgeranno le operazioni per l’immissione in ruolo dei docenti e gli altri adempimenti funzionali alla copertura di tutti i posti per la riapertura delle scuole. "A tappe forzate, il ministero dell’Istruzione impone procedure amministrative sommarie, con l’unico intento di poter rivendicare l’obiettivo politico dell’avvio dell’anno scolastico. Un avvio d’obbligo che, forse, giungerà nei tempi dovuti, ma non senza prevedibili strascichi" afferma la coordinatrice provinciale della Gilda Insegnanti, Patrizia Giovannini.

Nonostante le indicazioni arrivate dal Miur e l’avviso del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale. "Continua la corsa ad ostacoli - sottolinea Giovannini - attraverso una procedura informatica di immissione in ruolo che non dà garanzie di efficacia e che, per la mancanza di trasparenza nelle operazioni propedeutiche, nega i diritti e le aspettative di chi vede ridotte le possibilità di prestare servizio in sedi meno disagiate. I docenti interessati alle immissioni in ruolo non sanno di fatto se sono stati convocati o meno e sono costretti a rincorrere, in tempi strettissimi e a ridosso di ferragosto, procedure di cui non hanno avuto congruo preavviso. A poche ore dall’avvio delle domande non ci sono ancora né le graduatorie puntuali e corrette dei concorsi regionali, utili a comprendere chi entrerà in ruolo, né i termini di avvio dei lavori sulla seconda fase e le graduatorie ad esaurimento (Gae). Non c’è chiarezza rispetto a chi vorrà effettuare la rinuncia al ruolo, né sul destino di chi è in ruolo dallo scorso anno sul sostegno o in classi di concorso per cui ha superato l’anno di prova, ma non ha avuto modo di indicare la scuola e la  provincia di preferenza lo scorso anno a causa delle graduatorie dei concorsi 2016 e 2018 tardive o modificate".

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"Infine - aggiunge Giovannini - è stato chiesto conto all’USR già dall’anno scorso di essere coerente nell’applicazione delle sentenze. Pare, per esempio, che nelle graduatorie del sostegno non siano stati inseriti docenti presenti in una sentenza collettiva che ha visto invece altri insegnanti essere inclusi nelle GM o GAE: insomma, una sentenza unica disapplicata per alcuni e resa valida per altri. Che ci siano interessi ad operare così discrezionalmente? E anche nelle decisioni rispetto ai ruoli e agli incarichi da GAE per gli inseriti con riserva ci saranno due pesi e due misure, sia con l’USR sia con gli ATP? Una cosa è certa: tale modus operandi, da cui prendiamo le distanze - conclude la sindacalista - renderà l’avvio delle lezioni incerto e caotico e, soprattutto, dimostra come non vi sia rispetto alcuno dei diritti dei singoli né della collettività". 

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