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Fallimenti, il Tribunale revoca tutti gli incarichi ai professionisti sotto inchiesta

Le lettere hanno raggiunto sei commercialisti titolari di una quarantina di procedure che ora saranno assegnate ad altri

Stop agli incarichi nell’ambito di procedure fallimentari per sei professionisti coinvolti nell’inchiesta sulla vendita all’asta dell’albergo “Il Guscio” di Terracina.

Ieri dalla cancelleria fallimentare del Tribunale di Latina sono infatti partire le lettere che hanno revocato gli incarichi affidati in procedure concorsuali, in tutto una quarantina. I professionisti in questione dunque non possono più occuparsi degli incarichi affidati loro dal Tribunale essendo venuto meno il rapporto di fiducia con l’ufficio della sezione fallimentare.  sono stati revocati tutti gli incarichi a loro affidati  dal Tribunale di Latina in materia fallimentare. La revoca era stata preannunciata già la scorsa settimana  quando  la presidente del Tribunale Caterina Chiaravalloti aveva riunito una camera di consiglio con molti professionisti che si occupano di fallimenti. Quindi da ieri ai commercialisti indagati per turbativa d’asta i cui studi professionali sono stati sottoposti a perquisizione il 20 giugno scorso dai sostituti procuratori Claudio De Lazzaro e Giuseppe Bontempo  insieme ai militari della Guardia di Finanza, stati ritirati tutti gli incarichi. Contestualmente quei fascicoli ora dovranno essere assegnati ad altri.  

L’indagine sull’hotel di Terracina era partita in seguito alla denuncia presentata dalla titolare della Quadrifoglio, dichiarata fallita nel 2016, e ipotizza una turbativa nella vendita all’asta dell’immobile di proprietà della Circe, controllata dalla Quadrifoglio. Le quote dell’albergo sarebbero state cedute al prezzo di 237mila euro e poi rivendute al termine di un concordato a un milione  e mezzo di euro. I professionisti coinvolti sono il curatore del fallimento della società, il commercialista Leonardo Viviani, l’attestatore Massimo Mastrogiacomo, il commissario della procedura Alberto Palliccia, l’avvocato Luca Pietrosanti e Simone Manenti che hanno partecipato all'asta, presentato il piano di concordato e poi rivenduto la società.

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