Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

Inchiesta 'No pain', il medico ammette le prescrizioni: "Il farmaco era per attenuare i dolori dei braccianti"

Stamattina gli interrogatori davanti al gip. L'avvocato Pescuma risponde e spiega che il suo cliente soffriva di disturbi psichici da dieci anni

Ha risposto alle domande del giudice ammettendo di avere prescritto farmaci potentissimi a oltre 200 suoi assistiti il medico di Sabaudia Sandro Cuccurullo, arrestato con le accuse di illecita prescrizione di farmaci ad azione stupefacente, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, frode processuale, falso e truffa ai danni dello Stato nell’ambito dell’indagine dei Nas denominata ‘No pain’. Il professionista, assistito dall’avvocato Angelo Fiore, è stato interrogato questa mattina dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Molfese e ha spiegato di avere rilasciato le ricette mediche per il Depalgos – questo il nome del farmaco oppioide - ai braccianti indiani sulla base dei prontuari medici perché lamentavano dolori fortissimi a causa dei lunghissimi turni di lavoro nei campi. Più generiche le risposte relative all’accusa delle certificazioni per favorire l’immigrazione clandestina degli stranieri. La difesa ha chiesto la revoca della misura cautelare in carcere – il professionista è detenuto a Velletri – e la concessione dei domiciliari o degli obblighi di firma, istanza sulla quale il gip si è riservato.

Prima di lui erano state ascoltate le altre persone coinvolte nell’inchiesta del Nas. La farmacista di Sabaudia Clorinda Camporeale si è avvalsa della facoltà di non rispondere mentre l’avvocato Luigi Pescuma, chiamato a rispondere di un unico episodio per il quale è accusato in concorso con Cuccurullo per un falso certificato a favore di un suo cliente colpito da un ordine di esecuzione di carcerazione, certificato che attestava l'esistenza di patologie psichiatriche per ottenere una misura alternativa alla detenzione. Pescuma, assistito da Alessio Milani, ha risposto alle domande e spiegato, allegando la relativa certificazione sanitaria, come il suo cliente soffrisse di disturbi psichici dal 2010 e sottolineando che la certificazione predisposta da Cuccurullo che era il suo medico, rispondesse alle reali condizioni di salute del paziente. A conclusione dell’interrogatorio la difesa ha chiesto la revoca della misura interdittiva con sospensione dal servizio per la durata di un anno emessa a carico dell’avvocato. Anche in questo caso il gip si è riservato.

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