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False ricette per farmaci ad azione stupefacente: un medico arrestato e un farmacista sospeso

L'inchiesta "Ricetta express" condotta dai carabinieri del Nas nel sud pontino. Il medico era un dirigente di pronto soccorso. Agli arresti anche un tossicodipendente, indagata una paziente oncologica

Corruzione e peculato, truffa al sistema sanitario, concorso in falso in certificazioni mediche. E' scattata all'alba di oggi, 19 marzo, l'operazione dei carabinieri del Nas "Ricetta Express" che ha portato a dare esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal gip del tribunale di Cassino, nei confronti di due persone: si tratta di un dirigente medico di 61 anni in servizio nel pronto soccorso dell'ospedale di Formia e di un 37enne tossicodipendente.

Operazione Ricetta Express: il video del blitz dei Nas

Gli investigatori dei carabinieri del Nas hanno poi eseguito una misura interdittiva del divieto di esercizio della professione della durata di 12 mesi a carico di un dipendente di una farmacia del luogo. E' scattato inoltre un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca  a carico dei tre uomini e di un'altra donna indagata per gli stessi reati, una paziente oncologica di 62 anni. L'importo del sequestro è pari a 470mila euro, corrispondente alle somme indebitamente rimborsate dalla Asl.

L'attività investigativa dei Nas nasce da una segnalazione dell'azienda sanitaria di Latina sull'eccessiva prescrizione di un farmaco ad azione stupefacente a una sola paziente. L'indagine ha permesso di accertare che il dirigente medico, in concorso con il farmacista, prescriveva alla 62enne un quantitativo eccessivo, addirittura 1.600 confezioni, di uno spary nasale analgesico che conteneva sostanze incluse nella tabella ministeriale degli stupefacenti. Tutto questo in aggiunta alla terapia che alla donna veniva già prescritta dal medico di famiglia e che era nota al farmacista. La Asl pontina dunque aveva corrisposto alla farmacia e ad altra farmacie locali oltre 470mila euro tra il 2016 e il 2019.

Andando avanti con le indagini i militari hanno accertato inoltre che il dirigente medico ospedaliero, abusando del sua qualifica, aveva illecitamente ceduto a un 37enne tossicodipendente mille flaconi di morfina, al prezzo medio di 50 euro a fiala e al di fuori di qualsiasi protocollo terapeutico. A questo scopo aveva prescritto false ricette mediche, approvvigionandosi del farmaco sia presso farmacie sia all'interno del pronto soccorso in cui fino ad oggi ha prestato servizio.

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