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Affollamento del pronto soccorso, Trano: "Latina come Roma ma la Asl è impreparata"

Nei giorni scorsi il picco dei pazienti in attesa di un posto letto, una situazione che si ripete da anni

Sulla sanità e sul problema legato al sovraffollamento dell'ospedale Goretti interviene il deputato pontino del M5S Raffaele Trano. Negli ultimi giorni la stampa e il presidente regionale della commissione Sanità Giuseppe Simeone avevano di nuovo sottolineato i disagi del pronto soccorso, dove decine di pazienti erano in attesa di un posto letto.

"Il giorno del picco di presenze, all’ospedale “Goretti”, il 21 gennaio, ha messo alla luce ancora una volta - dichiara Trano - la risposta inefficace della Asl Latina alle emergenze. Alle 15 erano presenti 115 pazienti in attesa, 35 dei quali in attesi di ricovero.  Il salto tecnologico nella diagnostica del capoluogo di provincia non può e non deve far dimenticare il disagio quotidiano che si vive nei pronto soccorso di Latina, Terracina e Formia, soprattutto dopo la trasformazione dei Punti di Primo Intervento in Punti di Assistenza Primaria. Non può anche perché la diagnostica non è distribuita in modo omogeneo lungo tutta la provincia e soprattutto al sud, dove la carenza della risonanza magnetica, a sette anni dall’acquisto, costringe ancora a viaggi della speranza".

"L’assessore regionale alla sanità D’Amato - continua il deputato del M5S - ci ha rassicurato nei giorni scorsi con dati che sembravano da interpretare come uno scatto in avanti nella medicina d’Emergenza. Purtroppo i dati diffusi su base regionale, con una riduzione del 30% del tempo per chi è in via di ricovero e del 13% per chi è invece viene dimesso senza ricovero, contrastano con quanto succede nella provincia di Latina. Né si può dire che la sofferenza del reparto sia estemporanea, perché proprio un anno fa si verificò esattamente la stessa situazione, tanto che presentai una interrogazione parlamentare e successivamente in estate mi recai in pronto soccorso insieme al vice presidente della commissione regionale Loreto Marcelli trovando situazioni di promiscuità che, evidentemente, si ripetono. Leggere di mamme costrette a tenere in braccio i propri figli con le flebo è un’immagine vergognosa per un Paese che si definisce civile. In questi frangenti il personale medico e infermieristico, sempre con la massima professionalità, si barcamena tra chi alza la voce e chi minaccia. Per quanto riguarda i Pap invece mi è stato segnalato che, pure per fare una semplice iniezione antitetanica, è necessario recarsi prima in farmacia ad acquistare il necessario. Mi rivolgo dunque ancora una volta al direttore generale Casati - conclude - Cambi passo e ridia finalmente ai cittadini un servizio efficiente e dignitoso. Prenda atto finalmente che l’affluenza del nosocomio Santa Maria Goretti è simile a quella delle grandi strutture ospedaliere romane". 

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