Martedì, 23 Luglio 2024
Il dramma del lavoro

Lavoratore scaricato davanti casa dopo l'incidente, il braccio tranciato poggiato su una cassetta di ortaggi

La procura indaga per omissione di soccorso e lesioni gravissime. Al lavoro per ricostruire la dinamica degli eventi gli ispettori della Asl e i carabinieri del nucleo ispettorato del lavoro

Si indaga per lesioni gravissime e omissione di soccorso per il grave incidente sul lavoro avvenuto ieri in un'azienda agricola alla periferia di Latina, a Borgo Santa Maria. Un lavoratore di 31 anni, di nazionalità indiana, ha perso un braccio mentre lavorava con un macchinario dell'azienda, rimanendo ferito anche alle gambe. Secondo la ricostruzione il bracciante è stato agganciato da un macchinario avvolgi plastica a rullo trainato da un trattore che gli ha tranciato il braccio destro e schiacciato gli arti inferiori. 

Dopo l'incidente però l'uomo, residente a Cisterna, non è stato soccorso ma scaricato davanti alla sua abitazione da un pullmino da 9 posti che trasportava altri braccianti. L'arto tranciato di netto è stato appoggiato da qualcuno sopra una cassetta utilizzata per la raccolta degli ortaggi. Un quadro agghiacciante. 

All'arrivo dei sanitari del 118, l'uomo è stato trasferito con urgenza in eliambulanza all'ospedale San Camillo di Roma, mentre sul caso è stata aperta un'indagine della procura per ricostruire la dinamica degli eventi. Al lavoro il Nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri, intervenuto sul posto insieme al dipartimento di prevenzione della Asl di Latina per definire la posizione lavorativa della vittima.

Il caso intanto ha riacceso i riflettori sul sistema di sfruttamento dei lavoratori delle campagne dell'agro pontino, su cui intervengono anche i sindacati. "Abbandonato come un rifiuto in mezzo alla strada dopo aver perso un braccio e riportato gravi lesioni alle gambe - commentano i segretari generali della Uil Lazio e della Uil provinciale, Alberto Civica e Luigi Garullo - È stata questa la tragica vicenda che ha visto protagonista un operaio indiano, ennesima vittima di un incidente sul lavoro. Una situazione ai limiti dell'horror dove chi avrebbe dovuto prestare immediato soccorso ha pensato bene di scaricarlo davanti la sua abitazione cercando così di camuffare le proprie responsabilità. È una cosa assurda e anche umanamente inaccettabile - prosegue la nota - Non bisogna essere dei sindacalisti per indignarsi e avere il voltastomaco davanti ad azioni del genere, indegne anche di un animale. Perché l'animale accudisce il proprio simile ferito, il datore di lavoro del malcapitato se ne è disfatto. Come immondizia. Come un peso da eliminare al più presto. Un comportamento del genere va al di là delle norme sulla sicurezza che continuiamo a richiedere, travalica il concetto stesso di umanità e ci auguriamo che la pena sia esemplare perché almeno non si verifichino altri episodi del genere. Ecco cosa rappresenta il lavoratore per alcuni imprenditori. Uno schiavo da sfruttare il più possibile per poi disfarsene. Forse non è un caso se, come sindacati, continuiamo a chiedere ripetutamente più ispezioni e controlli, mentre il Governo invece decide di ridurli. Così come ha ridotto i rimborsi Inail. Inutile scrivere necrologi e battersi il petto davanti all'ennesima vittima se poi concretamente si procede nella direzione opposta. Basta morti sul lavoro davvero. E basta sfruttamento dei più deboli".

"Si tratta di una gravissima violazione dei diritti dei lavoratori e della dignità umana - commentano anche Paolo Capone, segretario generale dell'Ugl e Armando Valiani, segretario regionale del Lazio - Non possiamo tollerare che i lavoratori vengano trattati come semplici numeri, sacrificabili per il profitto. Chiediamo un'indagine approfondita su quanto accaduto e che vengano prese misure immediate per garantire che simili episodi disumani non si ripetano in futuro. Le aziende devono essere responsabili della sicurezza dei loro dipendenti e fornire assistenza adeguata in caso di infortuni sul lavoro. La sicurezza e la dignità dei lavoratori devono essere sempre al primo posto. Questo incidente richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare il contrasto allo sfruttamento potenziando i controlli e le misure a tutela della salute e della sicurezza".

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