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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

Disabile impiegato da 30 anni al Consorzio di Bonifica sospeso dal lavoro senza stipendio

Il suo legale denuncia: "Il medico ha certificato l'inidoneità ad una mansione che in realtà non ha mai svolto". Inutile finora la diffida all'ente a farlo rientrare

Lavorava da 30 anni come impiegato rientrante nelle categorie protette ma a febbraio è stato sospeso dal lavoro senza retribuzione perchè ritenuto inidoneo ad una mansione, quella di impiegato videoterminalista, che non ha mai svolto avendo sempre ricoperto un lavoro di impiegato d'ordine. E' accaduto al Consorzio di Bonifica di Latina, protagonsta un dipendente di 55 anni assunto nel 1994 con una invalidità civile del 75% a causa di un detrioramento cognitivo, quindi impiegato come addetto alla portineria e poi con mansioni di supporto agli uffici. Ad occuparsi del suo caso l'avvocato Fabio Leggiero che spiega come, in seguito al problema ad un menisco, il dipendente ha usufruito di un periodo di malattia e all'esito della visita medica è stato dichiarato inidoneo e di conseguenza l'ente consortile lo ha sospeso senza retribuzione. 

"Di fatto - spiega il legale - è stato reso inidoneo ad una mansione fantasma, quella di impiegato videoterminalista seppure quest’ultimo, proprio per la sua disabilità venne assunto per svolgere altre mansioni, e non ha mai fatto l’impiegato videoterminalista. Mansione tra l’altro da sempre del tutto incompatibile con la sua invalidità. E' sempre stato un normale impiegato d’ordine ed all’interno del Consorzio di Latina non ha mai neppure avuto un computer. Dalla visita aziendale del febbraio 2024 Mario  è stato allontanato dal suo posto di lavoro, fatto uscire dal suo ufficio senza nemmeno avvisare i parenti più prossimi in sostanza accompagnato alla porta. Di lì, parcheggiato a casa senza retribuzione pur essendo monoreddito senza nessuno che possa provvedere al suo sostentamento familiare.  La legge ed il contratto nazionale del lavoro non prevede una sospensione senza retribuzione".

L'avvocato ha segnalato, a febbraio e poi ancora a maggio, la situazione all'ente con una diffida a reinserire il lavoratore nelle sue mansioni effettiva ma il datore di lavoro ha invece deciso che sarà una Commissione medica a valutare se quella inidoneità resa dal medico competente aziendale sia conforme ai fatti ed alla legge. Nel frattempo è stato nominato un avvocato per avviare una eventuale procedura di licenziamento. Intanto, visto che non ci sono tempi pretsabiliti, il dipendente è senza retribuzione. 

"E’ una situazione paradossale ed insieme al mio cliente stiamo valutando ogni azione sia in sede civile che in sede penale, al fine di accertare l’azione discriminante posta in essere dal Consorzio in danno del dipendente. Ci si domanda  - sottolinea l'avvocato Leggiero - come possa essere lasciato senza stipendio una persona sola, invalida prima di altri mezzi di sostentamento sull’errato presupposto che sia inidonea a mansioni che non ha mai svolto e che gli sono state ascritte solo in sede di visita di idoneità al fine di legittimare un illegittimo provvedimento di inidoneità. L’auspicio è che presto Mario torni al lavoro perché oltre il lavoro c’è la dignità dell’uomo. Si valuta ogni aspetto a tutela del mio cliente - conclude - poichè qui è stata lesa la dignità e la moralità di un uomo prima ancora che un lavoratore".

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