Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Incidenti sul lavoro: Latina seconda provincia del Lazio per numero di infortuni

Dall'inizio del 2023 sul territorio pontino oltre 600 casi denunciati, tre con esito mortale. I dati resi noti nel corso del tour organizzato dall'Ugl

Poco meno di 6mila infortuni sul lavoro nella regione Lazio nei primi mesi del 2023. Sono per la precisione 5.827 gli incidenti che si sono verificati sui luoghi di lavoro in tutta la regione, con la quota maggiore rilevata su Roma che ne ha contati complessivamente 4.610. La seconda provincia per numero di incidenti è però Latina, che ne ha registrati dall'inizio dell'anno 610, seguita da Frosinone con 288, da Rieti con 186 e infine da Viterbo con 133.

I dati sono stati forniti dall’Alis (Associazione Lavoratori Italiani per la Sicurezza) del presidente Wladymiro Wysockidopo dopo la partenza del tour “La sicurezza è il tuo futuro”, organizzato dall’Ugl, che vedrà il segretario generale Francesco Paolo Capone toccare le maggiori regioni italiane. La prima tappa si è tenuta a Roma alla presenza del segretario confederale Fiovo Bitti e del segretario del Lazio Armando Valiani.

Nel dettaglio, i dati raccolti evidenziano che la fascia di età più colpita è quella tra i 55 e i 59 anni, con 722 incidenti rilevati. Con riferimento poi agli esiti mortali con 3 eventi su Latina e 3 su Roma per un totale di 5 uomini e 1 donna, la fascia di età maggiormente interessata è tra i 15 e 34 anni. "Ma non dobbiamo trascurare anche i dati delle malattie professionali - spiega l'Ugl Lazio in una nota - con un dato totale di 701 casi di cui 536 uomini e 165 donne che suddividiamo in provincie con: Frosinone 176, Latina 108, Rieti 77, Roma 300 e Viterbo 40".

Lo stesso presidente dell'Alis Wladymiro Wysockiha ha sottolineato: “Noi tecnici siamo portati ad analizzare, studiare e capire quanto ancora siamo in ritardo alla gravità ed urgenza della situazione lavorativa ma non dobbiamo mai dimenticare che dietro a questi numeri ci sono persone e intere famiglie che sono drammaticamente colti da una tragedia improvvisa.Pertanto quello che troppo spesso si evidenzia con grande disinvoltura deve essere trattato con la massima delicatezza e rispetto.I dati, anche se con evidenze sottili, sono in leggera flessione ma questo non deve assolutamente farci abbassare la guardia anzi è stimolo a dover fare sempre meglio e con dovuta costanza sia da parte nostra che siamo sul campo come consulenti e parte operativa con la redazione anzi direi progettazione documentale, sia con la consulenza e con la necessaria e specifica formazione e addestramento”.

In aumento anche i casi di malattia professionale ai quali occorre dare una grande attenzione. E' necessario puntare su una maggiore accortezza nella fase di addestramento, seguendo maggiormente gli addetti ai lavori nelle singole procedure e nelle singole specifiche attività di lavoro, chiedendo anche maggiore collaborazione ai medici competenti, sia nelle fasi di sorveglianza sanitaria applicando specifici protocolli sanitari sia nelle occasioni di consulenza e sopralluoghi aziendali. “Tra le malattie professionali – commenta il segretario regionale del sindacato, Armando Valiani – risaltano maggiormente i casi che interessano il sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio seguite dalle patologie del sistema respiratorio e dei tumori.Da qui si denota come probabilmente siamo carenti in specifiche formazioni e addestramenti ad esempio nel corretto utilizzo dei dispositivi di protezione individuale come in specifiche procedure corrette nel mettere in essere attività lavorative che possono comportare danni alla persona. L’informazione, la specifica formazione, l’addestramento, la vigilanza restano sempre gli unici strumenti che abbiamo a disposizione per la lotta a questa emergenza quotidiana che ovviamente senza una cultura, una sensibilità di tutti non hanno alcuna forza. È ancora lunga – conclude Valiani – la strada che dobbiamo fare in materia di prevenzione e sicurezza sui posti di lavoro. È ancora troppo quotidiana la terrificante alternativa tra la vita e il lavoro”.

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