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Operazione 'Dirty Glass', Luciano Iannotta ottiene gli arresti domiciliari

L'imprenditore ed ex presidente di Confartigianato era in carcere da settembre scorso per estorsione aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, falso, corruzione, riciclaggio

Luciano Iannotta ha ottenuto gli arresti domiciliari. L’imprenditore ed ex presidente provinciale di Confartigianato era finito in carcere il 16 settembre dello scorso anno nell’ambito dell’inchiesta denominata ‘Dirty Glass’ insieme ad altre dieci persone accusate a vario titolo di reati in materia fiscale e tributaria, estorsione aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, falso, corruzione, riciclaggio, accesso abusivo al sistema informatico, rilevazioni di segreto d'ufficio, favoreggiamento reale, turbativa d'asta, sequestro di persona, detenzione e porto d'armi da fuoco.

Dopo oltre sei mesi il Tribunale ha accolto la richiesta della difesa alleggerendo la misura cautelare disposta adottati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma su richiesta die pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia Barbara Zuin, Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro.

Insieme a Iannotta erano stati colpiti da misura cautelare l’imprenditore Luigi De Gregoris, Pasquale Pirolo, Natan Altomare, tutti destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere;  il colonnello dei carabinieri Alessandro Sessa, 55 anni, il carabiniere Michele Lettieri Carfora, l’imprenditore di Latina Franco Cifra, Antonio e Gennaro Festa, Thomas Iannotta e Pio Taiani,

La prossima udienza del processo con giudizio immediato a loro carico è fissata per il 1 aprile davanti al Tribunale di Roma.

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