Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Mafia nei mercati del pesce: imprenditore minaccia il concorrente attraverso i Di Silvio

Gli esponenti del clan assoldati attraverso l'intermediazione della famiglia D'Alterio di Fondi. I nomi degli arrestati

Sono Maurizio De Santis, Giuseppe D'Alterio e Giuseppe Montella i tre uomini arrestati oggi, 9 settembre, nell'ambito dell'operazione Octopus condotta dalla squadra mobile di Latina al termine di un'indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma.  I tre, rispettivamente di Formia, Minturno e Terracina, sono a vario titolo accusati di tentata estorsione e atti di illecita concorrenza aggravati dal metodo mafioso. Al centro dell'attività investigativa c'è l'imprenditore De Santis.

Operazione Octopus: tre arresti - Il video

Quest'ultimo, nella sua vendita di prodotti ittici nei mercati di Latina e di Cisterna, con la collaborazione del suo dipendente, Giuseppe Montella, dal 2019 ad oggi ha sistematicamente intimidito un altro esercente di vendita al dettaglio di pesce, nel tentativo di fargli abbandonare i mercati, obbligandolo a vendere i propri prodotti sottocosto. L'impulso all'indagine è stato offerto dalle recenti dichiarazioni fornite dai due collaboratori di giustizia, ex esponenti del clan Di Silvio, Agostino Riccardo e Renato Pugliese, che hanno fornito validi elementi in grado di far emergere episodi di tentata estorsione e illecita concorrenza avvenuti tra il 2016 e il 2018, commessi con violenze e minacce aggravate dal metodo mafioso. Le indagini hanno poi fatto piena luce sulle modalità con cui l'imprenditore finito oggi in carcere aveva cercato negli anni di acquisire una posizione di supremazia economica nei confronti degli altri concorrenti commerciali. In particolare l'uomo si vantava della  "protezione mafiosa” e aveva assoldato Pugliese e Riccardo, all'epoca dei fatti esponenti di spicco del clan Di Silvio, attraverso l'intermediazione di un noto appartenente alla famiglia D'Alterio di Fondi. 

L'obiettivo era intimidire l'imprenditore concorrente, in alcune circostanze esplicitamente minacciato facendo riferimento costante proprio alla famiglia D'Alterio, ben nota per il suo peso ciriminale nel sud pontino.

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