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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Giustizia, l'Anm difende il presidente del Tribunale dalle accuse dell'Ordine degli avvocati

Bortone e De Luca: questo gesto interrompe un percorso di leale collaborazione tra foro e magistrati

Nella guerra innescata dalle dimissioni del Consiglio dell’Ordine degli avvocati per la presuntra “incompatibilità ambientale” con il presidente del Tribunale Caterina Chiaravalloti la locale sezione dell’Associazione magistrati prende posizione difendendo il comportamento di quest’ultimo e denuncia come il gesto dell’organismo forense abbia determinato “un'interruzione del percorso di leale e proficua collaborazione con il Foro e con gli altri operatori della giustizia, avviato dal Presidente del Tribunale al fine di assicurare il massimo contributo ad una efficiente gestione dell'attività giurisdizionale”.

“In relazione alle recenti dimissioni del Presidente e di alcuni Consiglieri dell’Ordine degli Avvocati di Latina in ragione della crisi istituzionale con la Presidenza del Tribunale – scrivono in una nota il segretario Valerio De Luca e il presidente Pierpaolo Bortone – l’Anm di Latina ribadisce, ancora una volta, 1’incondizionata stima e l’assoluta fiducia al Presidente ed ai colleghi del Tribunale. L'attività dei magistrati di Latina è stata sempre improntata ad un unico obiettivo, quello di garantire l'efficienza delle procedure e di assicurare la massima trasparenza attraverso la pubblicità degli incarichi e la vigilanza sul conferimento degli stessi. A tal fine, in tutti i settori, è stata compiuta la necessaria ricognizione degli incarichi diretti ed endoprocessuali, sia per evitare concentrazioni di nomine, che per ovviare ad eventuali incompatibilità e, infine, per ragioni di opportunità in caso di altri procedimenti in corso; tutto ciò sempre e comunque valorizzando i professionisti del circondario, ai quali continua ad essere affidata la quasi totalità degli incarichi. Tali atti – sottolineano ancora i vertici dell’Anm pontina - costituiscono espressione del principio dell'indipendenza del magistrato nell'esercizio della facoltà di scelta dell'ausiliario, la cui legittimità può, eventualmente, essere vagliata solo mediante gli ordinari mezzi di impugnazione”.

Bortone e De Luca esprimono quindi preoccupazione per l’atto compiuto dal Consiglio dell’Ordine che inevitabilmente non potrà non incidere sui rapporti tra gli avvocati e i magistrati.  

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