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Cronaca

"Mia madre mi picchia e mi maltratta". Ma era tutto falso

Un 13enne di Latina ha chiamato il Telefono Azzurro per denunciare violenze in famiglia ma le aveva inventate. La posizione della donna è stata archiviata

Una chiamata al Telefono azzurro per denunciare maltrattamenti in realtà inventati hanno fatto finire una donna di 53 anni nel registro degli indagati salvo poi scoprire, per ammissione stessa del figlio 13enne, che quelle accuse erano del tutto false.

E’ accaduto a Latina a gennaio 2020 quando il ragazzino chiama il numero di emergenza destinato ai minori e racconta all’operatore di essere vittima di continui maltrattamenti, verbali e fisici. Il 13enne ha parlato di schiaffi, tirate di orecchie e anche insulti e denigrazioni da parte della madre. La denuncia ha fatto scattare una serie di accertamenti che hanno coinvolto, oltre alla Procura di Latina, anche il Tribunale dei minori di Roma e i servizi sociali. Ma in realtà è emerso che il bambino aveva inventato tutto: è stato lui stesso ad un certo punto a confessarlo raccontando che non era vero nulla e scagionando la madre da quelle accuse pesantissime. All’origine del suo comportamento la circostanza di essere vittima di atti di bullismo a scuola, situazione che lo aveva destabilizzato.

Ieri il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Giuseppe Cario, alla luce di tutti gli elementi emersi, ha disposto il non luogo a procedere nei confronti della donna rispetto all’accusa di maltrattamenti in famiglia.

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