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Cronaca

Botte, minacce e violenze sulla moglie: condannato a 5 anni di carcere

I maltrattamenti nei confronti della donna andavano avanti da quasi dieci anni, poi lei lo ha denunciato. Per lui anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici

Botte, insulti e altre violenze sono costate ad un 35enne della provincia pontina una condanna a cinque anni di carcere e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

Questa la sentenza pronunciata dal giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina Giuseppe Cario nei confronti di un uomo accusato di maltrattamenti in famiglia. Il processo a suo carico si è svolto, su richiesta della difesa, con il rito abbreviato. L'imputato era accusato di una serie prolungata di abusi e maltrattamenti sulla compagna che si sono proprtratti, secondo il racconto della vittime, per quasi dieci anni. La donna, appena 30enne, viveva in un clima di terrore ed era costretta a subire urla, insulti anche davanti ai figl minorenni a causa della gelosia esagerata del marito che in una occasione le ha anche messo le mani al collo e più volte l'ha costretta ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà. Alla fine ha trovato la forza di denunciarlo e il 35enne è stato allontanato dalla casa familiare con divieti di avvicinamento con un provvedimento del giudice.

Poi il processo nel quale il pubblico ministero Simona Gentile ha concluso la sua requisitoria chiedendo una condanna a 4 anni e 4 mesi di reclusione. Al termine della camera di consiglio il gip cario ha emesso una sentenza che ha inflitto all'imputato una pena ancora più grave: 5 anni di carcere e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici.

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