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Sabato, 29 Gennaio 2022
Cronaca

Il Vescovo agli amministratori pubblici: "Necessario un dialogo tra generazioni"

L'omelia di monsignor Mariano Crociata nella cattedrale di San Marco in occasione della 55esima Giornata mondiale della pace

Questo pomeriggio presso la cattedrale di San Marco il Vescovo di Latina Mariano Crociata ha celebrato la Santa Messa per gli amministratori pubblici  e rappresentanti delle parti sociali in occasione della 55esima Giornata Mondiale della Pace.

Il testo integrale dell'omelia

"Il clima dell’ottava di Natale, con la solennità di Maria SS. Madre di Dio, insieme al passaggio da  un anno solare a un altro, danno alla celebrazione di oggi una densità ardua da dipanare nello spazio  di un rito consueto; tanto più che in esso si inserisce, ormai da 55 anni, la Giornata Mondiale della  Pace. Come è ormai tradizione, è proprio su quest’ultimo aspetto che si concentra la nostra attenzione;  questa celebrazione serale di Capodanno in cattedrale è da molti anni l’occasione privilegiata per dare  risonanza, anche nella nostra Diocesi e nel nostro territorio, al Messaggio del papa per la Giornata della Pace. È per questo che nella circostanza vengono invitati a partecipare le autorità e i  rappresentanti delle istituzioni della provincia e dei comuni, ai quali quest’anno il Messaggio,  peraltro, ha un riferimento diretto.  

A proposito degli «strumenti per edificare una pace duratura», come dice il sottotitolo del  Messaggio, esso afferma infatti che, per attivare tali strumenti o «vie», ci vogliono una «architettura»  e un «artigianato» della pace, specificando che l’architettura è compito delle istituzioni, mentre  l’artigianato coinvolge ognuno di noi in prima persona. Allora, tutti, a cominciare da noi qui presenti,  siamo interpellati – autorità, istituzioni e cittadini –, coinvolti nell’intreccio di “architettura” e  “artigianato”, impegnati a percorrere le vie: “del dialogo tra le generazioni, dell’educazione e del  lavoro”.  

Se c’è bisogno di dialogo tra le generazioni, è perché finora non ce n’è stato abbastanza, ma piuttosto esso deve crescere. Un tale dialogo si sviluppa solo se c’è una «fiducia di base», una stima  e un rispetto reciproci che purtroppo non sempre si riscontrano nel rapporto tra le nuove generazioni  e gli adulti. E tuttavia senza di esso non si vive bene insieme, non c’è possibilità di convivenza  pacifica. «Dialogare – dice il Messaggio – significa ascoltarsi, confrontarsi, accordarsi e camminare  insieme». Da entrambe le parti è richiesto un passo in avanti, ma noi adulti abbiamo la responsabilità  di fare il primo passo, perché abbiamo più esperienza e capacità, insieme a tante colpe, che rendono  i nostri doveri più cogenti. A ragazzi e giovani deve essere reso possibile, a loro volta, esprimere la  loro creatività e la loro originalità, ma nel quadro di un rapporto ordinato che consenta di vivere e di  stare insieme.  

La cosa più difficile sta nel trovare la tensione ideale, la giusta temperatura morale per guardare  in avanti con senso di progettualità e visione di futuro. Il nostro è un tempo che vede appannato, se  non oscurato, il futuro. Le difficoltà economiche e sanitarie sono le prime a produrre tale  sensazione, ma la causa più grave si trova al livello spirituale, quando mancano risorse ideali e  morali. Il drammatico calo della natalità che il nostro Paese, insieme ad altri in Europa, sta soffrendo  è un segno inequivocabile di paura del futuro. La nostra città sembra rappresentare in questo senso  una piccola eccezione, poiché conosce un livello più alto della media quanto a nascite, ma si tratta di  una potenzialità che va coltivata e promossa. In questo senso, a proposito di ‘architettura e artigianato  della pace’, dobbiamo intendere bene che l’alleanza tra le generazioni ha bisogno dell’alleanza delle  istituzioni e dei cittadini, ha bisogno di misure strutturali e di cura dei rapporti personali. Ci sono per  ciascuno di noi, qui presenti, due ordini di impegni, uno sociale e l’altro personale. Il primo è quello  pubblico e istituzionale: adempiere diligentemente ai propri doveri è già promuovere il dialogo tra le  generazioni. Pensiamo alla scuola e all’università: svolgervi con serietà e impegno il compito di insegnamento e quello di apprendimento e di studio è già realizzare un dialogo fecondo di pace e di  futuro".

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