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Processo Metrolatina, reati prescritti: non luogo a procedere per Zaccheo e altri 9 imputati

La sentenza del gip di Roma per la vicenda della metro leggera. Le accuse a vario titolo erano truffa aggravata, falso e abuso d’ufficio

Non luogo a procedere per intervenuta prescrizione dei reati. Si è chiuso così questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma Valerio Savio il procedimento per la vicenda di Metrolatina.

Il gip ha quindi dichiarato la prescrizione per l'ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo, l'ex dirigente del Comune Lorenzo Le Donne , i legali rappresentanti della società Metrolatina Pierluigi Alessandri e Aldo Bevilacqua, i legali rappresentanti della Gemmo, Irene, Mauro e Susanna Gemmo, dell’avvocato Giovanni Pascone, componente della commissione giudicatrice, Cecilia Simonetti legale rappresentante della Sacaim e l’ingegnere Vincenzo Surace, all'epoca dei fatti direttore dei lavori.  Erano chiamati a rispondere a vario titolo di truffa aggravata, abuso d’ufficio e falso, reati per i quali il pubblico ministero aveva chiesto per tutti il rinvio a giudizio. Il gip si è preso trenta giorni per depositare la motivazione della sentenza.

“La sentenza emessa all’esito dell’odierna udienza dal gup di Roma – commenta il legale di Zaccheo Leone Zeppieri – conferma l’infondatezza delle contestazioni formulate all’esito delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Latina e successivamente trasfuse nella richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura della Repubblica di Roma, cui il procedimento era stato, nelle more, trasmesso per competenza territoriale”.

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