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Il mistero sulla morte di Alberto Liberti: la famiglia si oppone all’archiviazione del caso

L'uomo ritrovato morto al lido a gennaio del 2018. Presentata in udienza preliminare la richiesta di indagini suppletive rispetto all’ipotesi del suicidio

Una morte misteriosa sulla quale i familiari vogliono vederci chiaro quella del 65enne Alberto Liberti il cui cadavere venne ritrovato alla Foce del Duca, nel tratto di litorale tra Capoportiere e Rio Martino il 17 gennaio dello scorso anno. Nelle scorse settimane il sostituto procuratore Giuseppe Miliano, titolare dell’indagine, aveva chiesto l’archiviazione del caso ma questa mattina in sede di udienza preliminare davanti al gip Giuseppe Cario il legale dei familiari, l’avvocato Amleto Coronella, si è opposto all’archiviazione chiedendo che vengano disposte indagini suppletive per accertare la verità sulla fine del finanziera in pensione.

L’ipotesi del suicidio appare infatti poco credibile al figlio dell’uomo, il cui corpo presentava alcune ferite alla testa mentre all’interno di un locale di una casa di famiglia nel quartiere Q5 era stato ritrovato un martello e vistose tracce di sangue così come all’interno della macchina di Liberti, parcheggiata vicino al luogo di ritrovamento del cadavere. Preso atto dell’istanza il gip si è preso tempo per decidere e si è riservato. Le opzioni sono due: potrebbe respingere la richiesta e archiviare definitivamente oppure disporre nuovi accertamenti per verificare ipotesi alternative a quella del suicidio.

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