Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca

Morte nella casa famiglia per anziani, tre rinvii a giudizio per omicidio colposo

La paziente, non autonoma, non poteva neppure essere ricoverata nella struttura dove è stata privata di ogni tipo di assistenza

Hanno omesso di somministrare con regolarità i farmaci prescritti dal medico ad una paziente affetta da gravi patologie fisiche e psichiche e l’hanno tenuta in una struttura che non era assolutamente in grado di occuparsene dal punto di vista sanitario viste le sue condizioni fino a causarne la morte. Tre persone di Latina, responsabili della casa famiglia per anziani e della società cooperativa incaricata della gestione, sono state rinviate a giudizio con l’accusa di omicidio colposo e dovranno risponderne davanti al giudice monocratico del Tribunale di Latina Valentini nel processo fissato per il 7 aprile del prossimo anno.

Si tratta di Silvestro Messina, 65 anni, legale rappresentante della coop Cipas garante della casa alloggio Villa Agnese e successivamente della casa famiglia Argea; Paola Forte, responsabile della casa famiglia Argea e Davide Messina, legale rappresentante della coop Arcobaleno cessionaria del ramo di azienda per la gestione della struttura Argea.

Ieri sono comparsi davanti al giudice per l’udienza preliminare Mario La Rosa per rispondere della morte di un’anziana donna, avvenuta a Latina il 27 maggio 2015. Secondo l’accusa la paziente, del tutto priva di autonomia, sarebbe stata accolta nella struttura senza la necessaria valutazione della compatibilità con la struttura all’interno della quale non le sono stati somministrati puntualmente i farmaci prescritti dal medico e “operando una carente assistenza sotto il profilo diagnostico e terapeutico”. Tutti comportamenti che hanno causato la morte della donna per una grave riduzione delle difese immunitarie dalla quale è derivata una infezione risultata fatale.  

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