Lunedì, 15 Luglio 2024
La reazione

Bracciante morto, la comunità indiana: "Questa volta non restiamo in silenzio, pronti a scendere in piazza"

L'annuncio del presidente regionale Gurmukh Singh dopo la tragedia del connazionale deceduto dopo un incidente sul lavoro che gli ha tranciato il braccio

"Ci eravamo già trovati di fronte a veri e propri atti disumani nei confronti di tanti fratelli indiani che abitano e lavorano nella provincia di Latina, ma mai avremmo pensato di trovarci addirittura davanti a una morte così". A parlare è Gurmukh Singh, presidente della Comunità indiana del Lazio, che prende la parola dopo la tragica morte del connazionale dopo essere rimasto vittima di un incidente sul lavoro che gli ha tranciato un braccio ed essere stato abbandonato davanti alla sua abitazione, senza che il datore di lavoro abbia allertato tempestivamente i soccorsi.

"Una morte che forse si sarebbe potuta evitare - aggiunge - Invece no. Satnam dopo due giorni di agonia non ce l’ha fatta. Già nel passato come Comunità indiana ci siamo trovati a subire situazioni di particolare gravità, ma mai avremmo pensato di trovarci di fronte a un atto di questa ferocia, a tal punto da piangere la morte di un fratello, che, era venuto in Italia con la sua famiglia, per lavorare e certamente non per morire. Tutte le manifestazioni degli anni precedenti contro lo sfruttamento dei nostri fratelli che lavorano in agricoltura, insieme a quelle in cui abbiamo manifestato contro politiche migratorie che non danno nessuna risposta alle nostre necessità insieme al ritardo e al mancato rilascio di un permesso di soggiorno, sono da sempre state considerate da parte nostra come il primo passo contro lo sfruttamento. Nonostante questo, ancora una volta, chi ci ha rimesso, e stavolta con la vita, è stato un lavoratore. Satnam, uno dei tanti braccianti indiani che vengono in Italia per lavorare e per essere pagati correttamente, certamente non per essere sfruttati o addirittura per morire ammazzati".

Chi era Satnam Singh, il bracciante morto dopo aver perso un braccio sul lavoro

Questa volta dunque la comunità indiana non resterà in silenzio. Il presidente della comunità del Lazio, Gurmukh Singh, annuncia l'intenzione di tornare in piazza a manifestare "la nostra rabbia verso chi porta avanti questo sfruttamento e questa barbarie".

"Per tutti questi motivi, ma soprattutto per Satnam, martedì 25 giugno - spiega - organizzeremo una grande manifestazione in cui, alla conclusione, chiederemo di essere accolti dal prefetto di Latina a cui lasceremo una lettera aperta per denunciare tutto quello che succede ogni giorno. Invitiamo tutte le comunità indiane del Lazio a partecipare a questa manifestazione e invitiamo anche tutti i sindacati e tutte le associazioni che si occupano dei diritti dei lavoratori a proclamare per quel giorno una giornata di sciopero generale per i lavoratori agricoli della provincia di Latina così da far sentire forte la loro voce e far sì che tragedie come quella di Satnam non accadano mai più".

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