Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca

Prof di religione accusato di violenza sessuale: scoperta un'altra giovane vittima

Una nuova ordinanza di misura cautelare è scattata per il docente di 49 anni già arrestato nei mesi scorsi. Si tratta di un ragazzo che all'epoca dei fatti non aveva ancora 14 anni

Era già stato arrestato per violenza sessuale ai danni di un minore e tentata violenza nei confronti di altri tre studenti del capoluogo, tutti suoi alunni di una scuola superiore. Ora i carabinieri della compagnia di Latina, diretti dalla tenente Monica Loforese, hanno eseguito una nuova ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari richiesta dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza ed emessa dal giudice per il indagini preliminari Giuseppe Molfese, nei confronti del professore di religione, diacono, di 49 anni residente a Terracina. 

Il reato contestato è sempre violenza sessuale aggravata commessa ai danni di un giovane che all'epoca dei fatti non aveva neanche 14 anni. Dopo l'arresto dello scorso luglio infatti le indagini dei carabinieri sono proseguite senza sosta per l’ individuazione di ulteriori vittime dell'indagato. Ed è emerso che il professore, in due distinte occasioni, già nel mese di aprile 2018 e nel successivo mese di giugno dello stesso anno, approfittando del rapporto fiduciario che aveva con i  genitori della vittima, aveva abusato sessualmente del ragazzo, dopo averlo contattato ripetutamente su whatsapp con conversazioni a sfondo sessuale per carpirne la fiducia.

Solo ora la giovane vittima ha trovato il coraggio di denunciare le violenze subire affidandosi alla magistratura e ai carabinieri, dopo aver scoperto che l'uomo era già ai domiciliari per analoghi episodi commessi nei confronti di altri ragazzi.  Il giudice per le Indagini preliminari ha dunque emesso un'ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, condividendo le tesi investigative emerse durante l’attività di indagine condotta dai militari della tenente Loforese e coordinata dal procuratore Lasperanza.

L’attenzione dell'Arma resta dunque alta sui reati che colpiscono i minori e le vittime vulnerabili, per i quali resta fondamentale la collaborazione di tutti, anche e soprattutto della cittadinanza che è invitata “fare rete” per evitare che questi reati restino impuniti.

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