Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Omicidio di borgo Montello, in appello condanne per 111 anni di carcere

La sentenza di secondo grado ha sostanzialmente confermato il verdetto di primo grado per i sette imputati per la morte di Sumal Jagsheer

Centoundici anni di carcere per i sette imputati nel processo per l'omicidio di Sumal Jagsheer, l'indiano ucciso a colpi di spranga il 30 ottobre 2021 a borgo Montello da un gruppo di connazionali nel corso di una vera e propria spedizione punitiva.

La Corte di assise di appello di Roma ha emesso la sentenza questo pomeriggio, 28 giugno 2024, confermando quasi integralmente il verdetto di primo grado della Corte di assise di Latina che aveva sancito condanne per 133 anni di reclusione. Per Singh Jiwan, considerato il mandante dell’omicidio, conferma della condanna a 25 anni e sette mesi di carcere; conferma a 25 anni e un mese per Singh Devender mentre la pena per Singh Ranjit è stata ridotta a 23 anni e nove mesi; riduzione della pena anche per Sohal Gurvinder Singh da 17 anni e cinque mesi a 13 anni e tre mesi. Singh Surjit, condannato in primo grado a 17 anni e cinque mesi  e assistito dagli avvocati Andrea Ercolani e Giuliana Locci, è stato invece assolto dall’accusa di omicidio e condannato a 5 anni soltanto per rapina. Riduzione di pena anche per Singh Harinder da 16 anni e cinque mesi a sei 12 anni e cinque mesi e conferma della condanna a sei anni per Harmandeep Singh. I primi sei erano accusati di concorso in omicidio volontario e a vario titolo di porto illegale di pistola e lesioni aggravata, l'ultimo solo di rapina aggravata. Gli imputati erano difesi tra gli altri dagli avvocati Amleto Coronella, Alessandro Farau, Gaetano Marino, Angelo Palmieri mentre i familiari della vittima si sono costituiti parte civile con l'avvocato Simone Rinaldi. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Quella sera un gruppo di indiani del quale facevano poarte gli imputati fece irruzione nell'abitazione di via Monfalcone, a borgo Montello, dove Jagsheer era intento a festeggiare la nascita del figlio con parenti e amici. Con le spranghe in mano cominciarono la mattanza colpendo molti dei presenti e lasciando a terra un morto e dieci feriti. Era una dimostrazione di forza del gruppo per incutere timore e intimidire i commercianti appartenenti alla comunità indiana della zona. 

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