Cronaca

La storia mai dimenticata del campo profughi di Latina: l'onorificenza della Polonia all'ispettore Giuseppe Mura

La Croce di Cavaliera al Merito della Polonia consegnata all'ispettore in quiescenza che era responsabile del posto di polizia del centro di accoglienza Rossi Longhi. Una cerimonia toccante e l'incontro con un amico incontrato al campo, ora console

Nella giornata di ieri, 8 giugno, a Roma l'ambasciatrice della Polonia Anna Maria Anders ha consegnato la Croce di Cavaliere dell'ordine al Merito della Polonia a un ispettore in quiescenza della questura di Latina, Giuseppe Mura, che nella seconda metà degli anni '80 era il responsabile del posto di polizia all'interno del centro di assistenza ai profughi stranieri "Roberto Rossi Longhi”.

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Come noto, il campo profughi di Latina fu uno dei più grandi centri di accoglienza e smistamento di rifugiati in Italia, operativo tra il 1957 e il 1991. Durante gli oltre trent'anni di attività vi transitarono oltre 80.000 rifugiati dell’est Europa, provenienti in maggioranza da Albania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Jugoslavia, Polonia, Romani e Ungheria.  L’onorificenza è stata conferita all'ispettore Mura dal presidente della Polonia Andrzej Duda per l'assistenza che offrì ai profughi polacchi proprio negli anni '80 nel campo del capoluogo. Accompagnato dal questore Michele Spina, Giuseppe Mura ha potuto così ncontrare un ospite del Campo profughi diventato in quegli anni suo amico, l’attuale console onorario della Repubblica di Kirghizistan Janusz Krzywoszy?ski.

Una cerimonia toccante e commovente durante la quale sono stati ripercorsi i ricordi di quel periodo trascorso a Latina. Il console onorario ha raccontato in particolare quando l'ispettore Giuseppe Mura, insieme ai suoi colleghi e alla moglie Paola, si dava da fare per aiutare le persone più in difficoltà, tra cui le donne incinte e i bambini del campo, mettendo persino a disposizione casa sua per permettere ai profughi di fare una doccia calda. Dopo i ringraziamenti dell’ambasciatore per l’umanità dimostrata da Giuseppe Mura e dalla polizia di Stato nei confronti dei profughi polacchi, è intervenuto anche il questore Michele Spina, che ha sottolineato come l’operato di Mura valga quale esempio per i poliziotti in servizio: "Fare il proprio lavoro con passione - ha detto - fermezza e umanità, dalla parte dei cittadini e dei più deboli".

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