I risvolti dell'operazione Commodo: l'Inps disconosce rapporti di lavoro e disoccupazione per i braccianti

La denuncia della Flai Cgil che chiede l'accesso agli atti: "Una situazione paradossale"

L'Inps non riconosce i rapporti di lavoro dei braccianti della cooperativa Agriamici, coinvolta nell'inchiesta Commodo sullo sfruttamento del lavoro, e revoca le domande di disoccupazione dei lavoratori. Sul caso interviene la Flai Cgil di Frosinone e Latina, che il 26 giugno scorso ha fatto richiesta di accesso agli atti e documenti amministrativi nei confronti della Direzione provinciale di Latina. 

E' uno dei risvolti inaspettati dell'inchiesta condotta dalla squadra mobile a gennaio scorso. "Siamo sorpresi della decisione dell’Inps di disconoscere i rapporti di lavoro, soprattutto perché la Flai Cgil aveva più volte segnalato nelle sedi opportune l’anomalia dell’iscrizione della Coop Agriamici e in queste sedi avevamo sempre ottenuto risposte evasive e poco chiare - spiega il segretario Stefano Morea - I risvolti della vicenda Commodo sono molteplici, e purtroppo ad oggi non riusciamo a vedere ancora elementi incoraggianti".

"Il giorno dopo il 17 gennaio, a seguito dell’arresto di 6 persone, i 400 dipendenti della Coop Agriamici si sono ritrovati senza un lavoro, senza stipendio, pur avendo un contratto in essere. Tutto ciò ha creato una massa di forza lavoro di disperati in balia di altri malfattori. E sta di fatto che dopo l’operazione Commodo sono nate ben 25 altre cooperative senza terra. Da un ulteriore controllo effettuato sulle posizioni contributive dei nostri iscritti - continua il segretario della Flai Cgil - risultano cancellate le giornate agricole già lavorate e per le quali l’inps ha già percepito la somma corrispondente di contributi. Tale decurtazione lede in maniera ancora più importante il diritto del lavoratore, che rischia di non vedersi riconosciuta neppure l’indennità di disoccupazione nell’anno 2020".

La Flai Cgil aveva inoltre già posto all’attenzione del procuratore capo Carlo Lasperanza e della Prefettura la necessità, da parte dei braccianti della Coop Agriamici, di avere una risposta rispetto alle Certificazioni Uniche, fondamentali per la dichiarazione dei redditi, un problema al quale l’Agenzia delle entrate non può ovviamente rispondere."C'e' da dire che i CU, o in alternativa la dichiarazione dei redditi, sono la principale documentazione richiesta dall’Ufficio immigrazione della Questura per il rilascio del permesso di soggiorno, per la conversione in lavoro subordinato e per il ricongiungimento familiare e in mancanza di tale documentazione molti permessi di soggiorno sono stati bloccati. Ad oggi attendiamo anche queste risposte da parte della Questura. È chiaro che il circolo dell'illegalità sarà destinato ad ingigantirsi se pensiamo che senza un permesso di soggiorno valido ci sarà una massa di gente irregolare disposta a farsi sfruttare ancora di più. La situazione così come si sta delineando sembra assumere dei contorni sempre più paraddosali.
Restiamo però fiduciosi in una soluzione positiva della questione e in attesa che l’istituto faccia al più presto la sua parte consegnandoci gli atti".

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