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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Operazione "Ottobre rosso": Tuma gestiva pub e ristoranti nonostante la sorveglianza speciale

Tra le società finite sotto sequestro un noto pub di Latina e ristoranti tra San Felice e Terracina

Un nuova inchiesta, denominata "Ottobre rosso", condotta dagli investigatori della squadra mobile di Latina ha portato agli arresti di tre persone, Gianluca Tuma, Gino Grenga e Stefano Mantovano, e al sequestro di cinque società attive nel settore della ristorazione e riconducibili proprio a Gianluca Tuma, già condannato per l'operazione Don't Touch e attualmente sottoposto alla misura della sorveglianza speciale. 

Operazione Ottobre Rosso: le parole del dirigente della squadra mobile - Il video

L'indagine è partita dalla denuncia di un uomo che avrebbe dovuto incassare sul suo conto due assegni, in realtà riconducibili a Tuma, dell'importo complessivo di circa 7mila euro. La persona che li aveva emessi però ne chiese la restituzione e la loro sostituzione con altri due titoli di pari importo, poi risultati protestati e dunque mai effettivamente incassati. Da quel momento in poi Tuma e Mantovano avevano iniziato a perseguitare il soggetto, chiedendo la restituzione del denaro attraverso ripetute minacce. Da questo episodio di tentata estorsione contestato agli indagati, gli investigatori hanno poi avviato alcune approfondite indagini patrimoniali e tecniche su Gianluca Tuma con la collaborazione della divisione anticrimine della questura. E proprio questo tipo di accertamenti ha consentito di verificare che l'uomo gestiva una serie di attività commerciali a Latina e in altre zone della provincia nonostante la misura della sorveglianza speciale a cui era sottoposto non gli consentisse in realtà non gli consentisse di ottenere licenze e autorizzazioni al commercio.

In realtà continuava invece a gestire pub e attività di ristorazione, nel capoluogo pontino, a San Felice Circeo e a Terracina, servendosi di persone compiacenti e prestanome. Gli investigatori hanno inoltre accertato che puntava ad estendere le attività commerciali anche nella provincia di Roma.

Gianluca Tuma, un impero economico costruito senza mai comparire

"Si tratta di un canovaccio - spiega il dirigente della squadra mobile Giuseppe Pontecorvo - già emerso nel corso dell'inchiesta Don't Touch, in cui le società gestite da Tuma venivano di fatto amministrate da parenti e prestanome, come Gino Grenga. Anche questa indagine ci ha permesso di ipotizzare che Gianluca Tuma, attraverso una rete di complici, gestisse di fatto società e quote societarie attive nel campo della ristorazione. Come sorvegliato speciale non poteva farlo e aveva quindi eluso gli effetti della misura di prevenzione che gli impedivano di ottenere licenze legate al commercio".

Tra le società finite sotto sequestro nel corso dell'operazione odierna ci sono proprio un noto pub di Latina e altri due locali di San Felice e di Terracina.

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