Cronaca

Operazione Reset: abiti, ristoranti, benzina gratis. Le estorsioni del clan e il silenzio delle vittime

Decine di episodi emersi grazie al racconto dei pentiti: facevano shopping forti del potere di intimidazione di Cha Cha e Travali

Un momento dell'arresto di Francesco Viola

Facevano shopping in attività commerciali di ogni genere nel capoluogo pontino senza pagare. A intimidire le vittime, che negli ultimi dieci anni non hanno mai sporto denuncia, bastava la fama del clan, quello di Cha Cha Di Silvio e dei Travali. Contro di loro non c’era scampo, così negozianti, imprenditori, professionisti  si piegavano e subivano in un sistema consolidato che ha funzionato a lungo. 

Da Cha Cha ai fratelli Travali: i nomi dei 19 arrestati

Ma dopo la nuova ondata di arresti dell’operazione ‘Reset’ emergono particolari nuovi, storie non ancora raccontate che gli investigatori della Mobile coordinati dalla Dda di Roma hanno messo nero su bianco grazie ai due pentiti eccellenti, Agostino Riccardo e Renato Pugliese.  I fratelli Travali, Angelo e Salvatore, insieme a Francesco Viola e Agostino Riccardo hanno messo a segno negli anni decine di estorsioni - sono 18 quelle contestate nell’ordinanza cautelare – ai danni di ogni tipo di attività.

Scatta l'operazioen Reset - Il video

C’è il distributore di benzina che ha dovuto fornire carburante gratuito al clan per oltre 13 anni per un ammontare complessivo di oltre 10mila euro; il negozio in pieno centro dove facevano acquisti di costosi capi di abbigliamento senza pagare, il ristorante dove consumavano pasti gratuitamente e ancora il negozio di occhiali, la gioielleria del centro cittadino dove hanno preso un orologio e due diverse agenzia di scommesse in cui alcuni componenti del gruppo hanno puntato decine di migliaia di euro senza pagare. E ancora la rivendita di materiale sanitario e il fast food in pieno centro dove hanno consumato patatine fritte e bevande, ovviamente gratis. Estorsioni consumate in silenzio in un clima, scrive il magistrato “di totale assoggettamento e omertà, forti del potere intimidatorio derivante dell’appartenenza all’associazione a delinquere facente capo a Cha Cha Di Silvio e ai fratelli Travali”. Tanto che molte delle vittime, ascoltate sui singoli episodi dagli investigatori, hanno negato che si fossero verificati così come hanno dichiarato di non essere stati intimiditi dal clan. Resta il fatto che non esiste alcuna denuncia e che per oltre dieci anni in molti hanno piegato la testa.

Il monopolio dei Travali dal traffico di droga alle estorsioni

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