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Ricoveri per infarto: l'ospedale Santa Maria Goretti di Latina primo nel Lazio

L'indagine condotta da doveecomemicuro.it, portale di public reporting sanitario. Il nosocomio di Latina quinto per interventi di angioplastica coronarica

L'ospedale Santa Maria Goretti di Latina al primo posto nel Lazio per numero di ricoveri per infarto miocardico acuto. Il dato emerge dallo studio di doveecomemicuro.it, portale di public reporting sanitario, che ha realizzato un'indagine sugli ospedali italiani più performanti per volume di ricoveri per infarto, per numero di interventi di bypass aortocoronarico e per volume d'interventi di angioplastica coronarica. 

Sul piano livello nazionale sono due i presidi del Lazio presenti in classifica: il Policlinico Universitario Gemelli di Roma è al primo posto in Italia con 322 interventi di bypass aortocoronarico eseguiti nel 2018 mentre il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma è quarto con 296 interventi. A livello regionale invece, er numero di ricoveri per infarto miocardico acuto, al primo posto c'è proprio il Goretti, al secondo la Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma, al terzo l'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, al quarto il Presidio ospedaliero San Filippo Neri di Roma della Asl Roma 1 e al quinto il Policlinico Universitario Gemelli di Roma.

Quanto al volume d'interventi di bypass aortocoronarico: al  posto c'è il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, al  il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, al  l'Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini di Roma, al 4° la Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma e al  la Azienda Ospedaliera Universitaria Sant'Andrea di Roma. Riguardo al numero di interventi di angioplastica coronarica: al  posto c'è la Fondazione Policlinico Tor Vergata di Roma, al  il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma, al 3° il Policlinico Casilino di Roma - Eurosanità, al 4° l'Aurelia Hospital di Roma e al 5° l'Ospedale Santa Maria Goretti di Latina.

“In base alle evidenze scientifiche, un maggior numero di casi trattati da una struttura sanitaria ha un impatto significativo sull’efficacia degli interventi e sull’esito delle cure. Perciò, il Decreto ministeriale sugli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera fissa delle soglie minime al di sotto delle quali il rischio di esiti negativi aumenta notevolmente”, spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico di www.doveecomemicuro.it. Nel Lazio, le strutture pubbliche o private accreditate che nel 2018 effettuano ricoveri per infarto miocardico acuto sono 46 (96 considerando anche quelle sotto i 10 volumi). La soglia ministeriale di minimo 100 ricoveri annui è ottenuta dal 65,2% degli ospedali, pari a 30. A rispettare tutti e 3 i valori di riferimento (volume uguale o superiore ai 100 interventi annui, mortalità a 30 giorni dal ricovero uguale o inferiore all'8% e PTCA entro 48 ore dal ricovero uguale o superiore al 45%), invece, è il 30,4% dei centri, pari a 14.

Quanto al bypass aortocoronarico, le strutture che eseguono almeno 5 interventi annui sono 10. Il valore di riferimento ministeriale di minimo 200 interventi l’anno è rispettato dal 30% dei centri, pari a 3. A rispettare entrambi i valori di riferimento (volume uguale o superiore ai 200 interventi annui e mortalità a 30 giorni dal ricovero uguale o inferiore all'1,5%) è il 20% dei centri, pari a 2.

(Nel 2012 le strutture che eseguivano almeno 5 interventi di bypass erano 8. Il 50% di esse, pari a 4, rispettava la soglia ministeriale riguardo al volume. Il 12,5% dei centri, pari a 1, invece, rispettava entrambi gli standard ministeriali).

Le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano interventi di angioplastica coronarica sono 32 (40 considerando anche quelle sotto i 10 volumi). Il valore di riferimento ministeriale di minimo 250 interventi l’anno è rispettato dal 69% dei centri, pari a 22. (Nel 2012 le strutture che eseguivano almeno 10 interventi di angioplastica erano 29. Il 75,9%, pari a 22, rispettava la soglia ministeriale riguardo al volume).

Quanto alla quota di residenti che scelgono di farsi curare nella Regione, per ciò che concerne l'infarto miocardico acuto si attesta al 95,6%, per il bypass aortocoronarico al 93,7% e per l'angioplastica coronarica al 93%.

Un dato nazionale positivo emerso dal confronto delle edizioni del Programma Nazionale Esiti relative agli anni 2012 e 2018 è il calo di ricoveri per infarto miocardico acuto che in 6 anni hanno registrato un -7,6%.

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