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Processo 'Alba Pontina', Luciano Iannotta si avvale della facoltà di non rispondere

L'imprenditore doveva riferire sui suoi rapporti con Pugliese e Riccardo. E Armando Di Silvio chiede un medico per problemi di salute mentale

Nuova udienza questa mattina davanti al Tribunale di Latina del processo ‘Alba Pontina’ a carico del clan di Armando Di Silvio i cui componenti sono chiamati a rispondere di accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di droga, estorsioni ai danni di imprenditori, commercianti e professionisti oltre che dell’attacchinaggio di manifesti in alcune campagne elettorali.

Il collegio presieduto da Gian Luca Soana avrebbe dovuto ascoltare l’imprenditore Luciano Iannotta come richiesto da uno dei legali della difesa per riferire dei suoi rapporti con Lallà Di Silvio, Renato Pugliese e Agostino Riccardo. Iannotta, collegato in videoconferenza dal carcere dove è detenuto, si è però avvalso della facoltà di non rispondere in quanto imputato di reato connesso: l’imprenditore, arrestato nell’inchiesta ‘Dirty Glass’, è infatti chiamato a rispondere di un’estorsione commessa in concorso proprio con i due collaboratori di giustizia. 

Il Tribunale ha quindi rinviato all’udienza del 23 febbraio prossimo. Da parte sua Armando Di Silvio ha chiesto al presidente di poter usufruire di assistenza medica soffrendo da un paio di anni di problemi di salute mentale.

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