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Campagna elettorale gestita dai Di Silvio, al via il processo a Gina Cetrone e al clan di Campo Boario

L'ex consigliera regionale accusata con Lallà e i suoi figli di associazione a delinquere con metodo mafioso finalizzata all'estorsione

Ha preso il via questa mattina davanti al secondo collegio penale del Tribunale di Latina, presidente Francesco Valentini, il processo a carico dell’ex consigliera regionale Gina Cetrone, dell’ex marito Umberto Pagliaroli, e di tre esponenti del clan Di Silvio: Armando Lallà, i figli Gianluca e Samuele.

I cinque era stati colpiti da ordinanza di custodia cautelare a gennaio scorso nell'ambito dell’operazione denominata ‘Scheggia’ coordinata dalla Dda di Roma che ipotizza nei loro confronti l’associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata con l’aggravante delle modalità mafiose.

L’imprenditrice di Sonnino e l’ex marito, secondo la Direzione distrettuale Antimafia, avrebbero ingaggiato i Di Silvio per compiere estorsioni e gestire la campagna elettorale del 2016 per il rinnovo del Consiglio comunale a Terracina, elezioni nelle quali la Cetrone era candidata. Il materiale raccolto dagli investigatori è composto non soltanto da numerose intercettazioni telefoniche ma anche dalle dichiarazioni del pentito Agostino Riccardo. Questa mattina la prima udienza del processo che, su richiesta della Procura rappresentata in aula dal pubblico ministero Luigia Spinelli, si svolge con giudizio immediato.

Il Tribunale ha ammesso le prove e le liste dei testimoni dell’accusa e della difesa ed ha anche accolto, nonostante l’opposizione dei legali degli imputati, la costituzione di parte civile dell’associazione ‘Caponnetto’. Poi il rinvio al 2 ottobre quando verrà conferito al perito l’incarico per la trascrizione delle intercettazioni telefoniche.

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