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Domenica, 26 Giugno 2022
Cronaca

Scambio di voti con i Di Silvio, scontro tra accusa e difesa sulle conversazioni con i pentiti

Nuova udienza del processo a carico dell'imprenditore Raffaele Del Prete e del suo collaboratore Emanuele Forzan per le elezioni del 2016

Nuova udienza questa mattina davanti al collegio penale presieduto da Francesco Valentini del processo a carico dell’imprenditore dei rifiuti Raffaele Del Prete e del suo collaboratore Emanuele Forzan arrestati a luglio 2021 per scambio elettorale politico di tipo mafioso nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Polizia di Latina e Roma, unitamente ai Carabinieri del locale Comando Provinciale e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma.

A tenere banco ancora una volta il ruolo che hanno giocato i pentiti nell’indagine. Il collegio difensivo composto dagli avvocati Gaetano Marino, Massimo Frisetti, e Pietro Parente ha sollevato una serie di contestazioni relativi alle registrazioni e ai tabulati delle conversazioni degli investigatori con Agostino Riccardo, il collaboratore che ha rivelato come il clan Di Silvio avesse lavorato per alcune campagne elettorali nel 2016. I pm Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro hanno risposto che forniranno le trascrizioni integrali con gli omissis relativi a parti coperte da segreto istruttorio.

Poi la parola è passata al dirigente della Squadra mobile di Latina Giuseppe Pontecorvo il quale ha ricostruito le fasi dell’indagine, legata a doppio filo ad ‘Alba pontina’  e a ‘Scheggia’ che vede coinvolta Gina Cetrone, accusata anche lei di avere utilizzato esponenti del gruppo di Campo Boario per le amministrative di Terracina del 2016. Pontecorvo ha anche ricordato il rinvenimento a casa di Morelli di materiale elettorale di Roberto Bergamo, capolista della formazione ‘Noi con Salvini’ alle amministrative di Latina del 2016. Secondo gli investigatori l’imprenditore Del Prete avrebbe pagato 45mila euro ad alcuni membri del gruppo Di Silvio per assicurare almeno duecento voti al capolista nei quartieri di influenza del clan. Poi è stato ascoltato un altro investigatore della Questura e il processo è stato al 13 settembre prossimo quando saranno ascoltati i carabinieri che hanno seguito l’inchiesta ‘Touchdown’ e probabilmente uno dei due penti, Renato Pugliese o Agostino Riccardo.

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