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Martedì, 31 Gennaio 2023
IL PROCESSO

Bancarotta Midal, condanne per 23 anni di reclusione

La sentenza del processo ai vertici del gruppo alimentare: 8 anni e mezzo alla Izzi, 3 anni e mezzo a Barberini, 4 anni a Gasbarra e Silenzi, 3 anni a Pontillo

Si è concluso con cinque condanne per complessivi 23 anni di carcere il processo per il fallimento del gruppo Midal. Poco fa il Tribunale, presieduto da Gian Luca Soana, è uscito dalla camera di consiglio e ha letto la sentenza. La pena più pesante è stata inflitta a Rosanna Izzi, presidente del consiglio di amministrazione: per lei 8 anni e mezzo di reclusione; l’ex amministratore delegato del gruppo Paolo Barberini è stato invece condannato a tre anni e mezzo, il presidente del collegio sindacale, Sergio Gasbarra a quattro anni così come il revisore addetto al controllo contabile Sandro Silenzi mentre per il marito della Izzi Giacomo Pontillo è stato condannato a tre anni. Assolti invece, come da richiesta del pubblico ministero, i sindaci Pietro Gasbarra e Stefano Pisanu e l’imprenditore Giuseppe Piscina. 

Secondo l’accusa gli imputati a vario titolo, dissimulando sin dal 2005 lo stato di gravissima difficoltà che sarebbe poi sfociata nel dissesto e compiendo una serie di operazioni, con la complicità degli organi di controllo, avrebbero distratto dall’attivo della società enormi somme di denaro – oltre dieci milioni di euro - a tutto danno dei creditori. Il tutto utilizzando la falsificazione del bilancio, lo spostamento di denaro all’estero sotto forma di consulenze pagate per prestazioni mai ricevute, l’acquisto di un immobile da una società controllata dalla stessa Midal.

Nel processo si sono costituiti parte civile 59 ex lavoratori dei supermercati del gruppo assistiti dagli avvocati Gugliemo Raso, Valentina Macor, Luigi Di Mambro e Claudio Cardarello.

Il collegio di difesa è formato dagli avvocati Luca Giudetti, Renato Archidiacono e Leone Zeppieri

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