Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Omicidio di Nadia Bergamini: "E' stato mio figlio a picchiarla e ucciderla"

Nel processo in Corte di assise la testimonianza del padre dell'imputato, Antonino Zappalà, accusato di avere percosso a morte la suocera invalida

Nadia Bergamini è stata uccisa da Antonino Zappalà, picchiata in maniera violenta tanto da provocarle ferite che ne hanno provocato la morte. E non era la prima volta che veniva percossa.

Ad inchiodare il 45enne di origini siciliane accusato dell’omicidio della suocera, invalida 70enne, è il padre dell’imputato che all’epoca dei fatti viveva con lui e la sua compagna, figlia della vittima, nell’appartamento di via Casorati in zona Morbella a Latina. L’uomo ha testimoniato davanti alla Corte di assise di Latina presieduta da Gian Luca Soana in video collegamento da Catania dove si è trasferito dopo la morte della 70enne nel gennaio del 15 gennaio dello scorso anno quando la figlia della vittima rientrò a casa e trovò la donna, che viveva su una sedia a rotelle, riversa a terra agonizzante con vistose ferite al volto e priva di sensi: sarebbe morta poche ore dopo il trasporto in ospedale. Il padre dell’imputato ha raccontato che la Bergamini in precedenza era già stata percossa da Zappalà e che lui stesso era stato vittima di violenza da parte del figlio.

Il processo è stato aggiornato al 22 maggio prossimo per ascoltare due testimoni citati dai legali delle figlie della vittima che si sono costituite parte civile con gli avvocati Antonio Orlacchio, Marta Censi e Leonardo Palombi. Con queste due audizioni si concluderà l’istruttoria dibattimentale e si passerà alla discussione finale con gli interventi dell’accusa, rappresentata in aula dal pubblico ministero Marco Giancristofaro e della difesa di Zappalà rappresentata dall’avvocato Antonio Messina.

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