Omicidio di via Palermo, i familiari del ladro rinunciano a essere parte civile nel processo

Prima udienza a carico dell'avvocato Francesco Palumbo in Corte d'Assise: i parenti sono stati risarciti dall'imputato

I familiari di Domenico Bardi, il ladro ucciso a via Palermo dall’avvocato Francesco Palumbo, hanno rinunciato a costituirsi parte civile nel processo davanti alla Corte di Assise di Latina.

La decisione è stata formalizzata questa mattina nella prima udienza del processo a carico del professionista, accusato di omicidio volontario e tentato omicidio per il ferimento di un altro ladro, Salvatore Quindici. In aula sono stati depositati gli atti relativi al ritiro della costituzione e alla transazione avvenuta con l’imputato vale a dire l’accettazione del risarcimento del danno.

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Il processo davanti alla Corte, presieduta da Francesco Valentini, è stato quindi rinviato al 30 settembre prossimo e si svolgerà senza parti offese visto che anche Quindici aveva rinunciato. Secondo la Procura, rappresentata in aula dal pubblico ministero Simona Gentile, quel 15 ottobre 2017 Francesco Palumbo, che è difeso dagli avvocati Tommaso Pietrocarlo e Leone Zeppieri, sparò con l’intenzione di uccidere Domenico Bardi, 42 anni, che stava scendendo da una scala appoggiata sul muro della palazzina dove vive il padre di Palumbo all’interno della quale si era introdotto per rubare. Il ladro fu colpito mortalmente e i proiettili ferirono anche un secondo componente della banda specializzata in furti, ladro, Salvatore Quindici, che riuscì a fuggire e fu arrestato successivamente.

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