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Il presidente del collegio Gianluca Soana

Il presidente del collegio Gianluca Soana

Pestaggio e colpi di pistola per un debito di droga, Pugliese non testimonia

Il processo a 11 persone per un'aggressione del 2008. Salta la videoconferenza e si torna in aula a ottobre per la sentenza

Alla fine il pentito Renato Pugliese non ha più reso testimonianza in videoconferenza nel processo nel quale è imputato di un pestaggio con conseguenti lesioni messo in atto ai danni di un ragazzo poi gambizzato a colpi di pistola a distanza di poche settimane.

Con lui sul banco degli imputati ci sono Paolo Peruzzi, Andrea Pradissitto, Antonio Sebastiani, Celestino Usai, Francesco Viola, Angelo Travali, Antonio Fusco e Francesco Fanti  mentre Fernando Mangiapelo e Massimiliano Moro, anche loro chiamati a rispondere a vario titolo di rapina, lesioni, estorsione, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, sono entrambi deceduti, Moro vittima della guerra criminale tra gruppi malavitosi del 2010. Nell’udienza di questa mattina era previsto un collegamento con Pugliese, diventato nel frattempo collaboratore di giustizia, ma il figlio di Costantino Cha Cha Di Silvio non ha più testimoniato e il processo davanti al Tribunale di Latina presieduto da Gianluca Soana è stato rinviato al 2 ottobre prossimo per la discussione finale e probabilmente anche la sentenza.

La vicenda riguarda fatti che risalgono al novembre 2008 quando secondo la ricostruzione dell’accusa Sebastiani, Usai, Peruzzi, Pugliese e Pradissitto  avrebbero violentemente picchiato la vittima con pugni e calci in varie parti del corpo causandogli ferite e contusioni al volto e alla testa e la frattura delle ossa del naso per un debito maturato per la cessione di 50 grammi di cocaina.  A distanza di qualche settimana Usai e Sebastiani, in concorso con i due imputati deceduti, avrebbero gambizzato il loro creditore, dal quale pretendevano 4mila euro, sparandogli alcuni colpi di pistola e ferendolo alle gambe.

Fallito il tentativo di ascoltare Pugliese è stata chiusa la fase dibattimentale e a ottobre dovrebbe arrivare, a distanza di undici anni dai fatti, la sentenza.

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