Cronaca

La Asl gioca la sfida della telemedicina: a Latina un laboratorio per la gestione dei pazienti cronici

Il progetto presentato dall'azienda sanitaria, attraverso un percorso di formazione gestito in collaborazione con Mip Politecnico di Milano e Novartis

La telemedicina come strumento ordinario di gestione dei pazienti, in grado di assicurare un salto di qualità nell’assistenza e migliorare l’efficacia delle prestazioni. Di questo si è parlato nella conferenza voluta dalla Asl di Latina che ha lanciato un progetto nato dalla collaborazione con il Mip Politecnico di Milano Graduate School of Business, e Novartis Farma, Dipartimento Medico. I lavori sono stati introdotti dal direttore generale della Asl Giorgio Casati, che ha poi lasciato la parola ai protagonisti di questa esperienza innovativa che partirà a febbraio e sarà sviluppata nell’arco di tre mesi.

L’emergenza sanitaria legata al covid ha messo in luce tutte le criticità del sistema sanitario italiano ma, allo stesso tempo, sta fornendo indicazioni importanti per migliorare questo stesso sistema e rispondere alle esigenze dei pazienti, la prima delle quali consiste in un più ampio ricorso alle potenzialità del digitale e alla telemedicina, che consente di evitare spostamenti non necessari e i “muovere” solo i dati migliorando l’accessibilità, la qualità e l’appropriatezza delle prestazioni. Strumenti avanzati come la televisita e il teleconsulto offrono inoltre opportunità ulteriori, come quella di promuovere un approccio multidisciplinare nel gestire le problematiche di salute del paziente, aumentare il grado di accessibilità alle prestazioni e facilitare l’archiviazione dei dati clinici. Puntare sulla telemedicina implicherà significativi cambiamenti nelle modalità di lavoro che presuppongono da un lato un diverso rapporto tra medico e paziente, dall’altro una sempre più stretta integrazione di competenze tra specialisti. In quest’ottica si rende necessaria una formazione specifica, in grado di sostenere questo ‘cambio di passo’, rivolta agli specialisti e in generale ai professionisti della salute. Da qui nasce appunto ‘Change Management e Digital innovation’, un percorso formativo rivolto agli operatori sanitari di Latina e provincia che prende il via a febbraio 2021 e durerà appunto tre mesi.

 “Il Covid ha messo in evidenza che, nonostante tutti gli sforzi compiuti negli anni, non è stato sviluppato un programma organico per la telemedicina tale da assicurare ai pazienti cronici non Covid di essere adeguatamente seguiti – ha spiegato il dg della Asl Giorgio Casati - Soprattutto nel primo lockdown questi pazienti non sono stati gestiti in presenza dai loro medici. In più di qualche caso si è optato per forme ‘minori’ di telemedicina che consentissero comunque un contatto con il paziente a distanza. Abbiamo capito in questi mesi difficilissimi che c’è la necessità di rafforzare questa area di attività, non solo in tempi di emergenza sanitaria ma anche come modello di gestione ordinaria dei pazienti cronici. La telemedicina, infatti, offre l’opportunità di non interrompere la continuità assistenziale e consente di raggiungere tante persone che si trovano in zone distanti dai luoghi di cura. Per questo la Asl di Latina sente il bisogno di inquadrare tutta l’attività svolta in un modello generale e fare in modo che vi partecipi il più elevato numero possibile di professionisti per dare ai pazienti tutti gli strumenti, pur restando a casa, che consentano loro di accedere ai servizi del Ssn”.

"I nostri pazienti cronici hanno difficoltà a mantenere lo standard di assistenza perché tutte le energie sono direzionate alla gestione del covid e sul territorio manca modello organizzativo - spiega Giovanni Cirilli, segretario regionale della Fimmg - Federazione italiana medici di medicina generale - Il progetto + vita messo qui a Latina dà una risposta a questa esigenza partendo un presupposto: che i medici di base devono svolgere un ruolo attivo nella gestione dei pazienti cronici. Un modello territoriale che non si limiti a fare le prenotazioni delle visite ma che cominci a dare risposte anche in termini di prestazioni. Questo modello a Latina ha cominciato a dare risultati ma il covid ha poi interrotto frequenza e assiduità di intervento. Il futuro però è questo. La medicina generale che diventa protagonista attiva dell’offerta di prestazioni".

"Ci sono tutte le potenzialità - ha aggiunto Francesco Gabrielli, direttore del Centro nazionale per la telemedicina e le nuove tecnologie dell'Istituto superiore di sanità -  per trasformare Latina in un laboratorio di soluzioni di telemedicina". 

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