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CRONACA

Rapina un invalido: "Qui comando io". Per Carmine Di Silvio si aprono le porte del carcere

L'uomo era ai domiciliari, arrestato lo scorso dicembre. Ora il gip ha disposto l'aggravamento della misura a causa di un'evasione

Era già detenuto ai domiciliari, arrestato lo scorso dicembre per aver rapinato un 50enne invalido in via San Carlo da Sezze. Ora per Carmine di Silvio si sono aperte le porte del carcere, in esecuzione di una misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Latina in aggravamento della precedente.

Lo scorso 10 maggio infatti, durante ordinari servizi di controllo della polizia verso le persone che si trovano ai domiciliari o che sono sottoposte a misure alternative alla detenziione, l'uomo non era in casa. Si era allontanato dall'abitazione senza autorizzazione e senza giustificato motivo ed era stato quindi denunciato per evasione. La circostanza ha indotto dunque gli investigatori della questura e la procura a richiedere al magistrato l'aggravamento della misura cautelare. Carmine Di Silvio è stato arrestato ed è finito in carcere.

Nel mese di dicembre il 33enne, appartanente alla nota famiglia rom del capoluogo, aveva bloccato e aggredito in strada un uomo di 50 anni che camminava a fatica. Lo aveva sbattuto contro un muro e gli aveva intimato di non urlare e non chiedere aiuto: "Questa è zona mia, qua comando io e  anche se urli non ti sente nessuno. Sono il figlio di Cavallo hai capito?". Per rendere più efficaci le minacce aveva fatto riferimento al soprannome dato al padre Antonio. Poi aveva estratto dalla tasca della vittima il portafogli e si era dileguato. 

Dopo la denuncia del 50enne, gli investigatori erano riusciti a stringere il cerchio e a identificare Carmine Di Silvio come il responsabile.

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