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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Criminalità in provincia di Latina, oltre ai clan collusioni tra politica e imprenditori

La relazione della Direzione investigativa antimafia: "Rapporti corruttivi nei settori dell’edilizia e del commercio e contesti politico-amministrativi"

La mafia continua ad essere una presenza importante a Latina e nella provincia e le indagini degli ultimi tempi hanno portato alla luce rapporti tra imprenditori e amministrazioni pubbliche nel settore degli appalti e delle concessioni edilizie.

E’ scritto nero su bianco nella relazione che la Direzione investigativa antimafia ha presentato alla Camera e che traccia il ritratto del primo semestre del 2021.

“Le consorterie criminali – scrivono gli investigatori - si sono dimostrate da sempre interessate all’infiltrazione e al condizionamento degli ambienti imprenditoriali anche a fini di riciclaggio e di evasione fiscale. Recenti risultanze investigative e giudiziarie hanno fatto emergere rapporti collusivi-corruttivi tra imprenditori nei settori dell’edilizia e del commercio e contesti politico-amministrativi locali, finalizzati ad agevolare il rilascio di concessioni edilizie ovvero per ottenere l’aggiudicazione di appalti nei settori dei servizi pubblici. Infine tenuto conto della vocazione prettamente agricola dell’Agro pontino, si rileva di frequente la perpetrazione del fenomeno del cd. caporalato ad opera di imprenditori locali senza scrupoli”.

In questa cornice ancora una volta emerge come “le mafie tradizionali soprattutto camorra e ‘ndrangheta convivono e, se del caso, concludono affari con quelle autoctone. Da anni infatti – si legge  nel rapporto - opera in loco una criminalità organizzata locale riconducibile, specie nel capoluogo, al clan Di Silvio le cui espressioni delinquenziali (tentati omicidi, gambizzazioni e atti intimidatori di vario genere) vanno ricondotte al paradigma dell’azione mafiosa”.  Sul territorio pontino insomma oltre ai gruppi rom si registra la presenza attiva dell ‘ndrine calabresi attive con soggetti riconducibili ai clan Bellocco, La Rosa-Garruzzo, Tripodo, Alvaro, Aquino-Coluccio, Commisso e Gallace mentre ad Aprilia operano dal punto di vista criminale esponenti della famiglia Gangemi, vicini ai reggini De Stefano. E ancora sono attivi esponenti dei Casalesi, “storicamente rappresentati dai Bardellino, dai Bidognetti e dalle altre componenti del pericoloso cartello casertano”, dei clan Moccia, Mallardo, Giuliano e Licciardi.

oltr“Le consorterie criminali – aggiunge la Dia – si sono dimostrate da sempre interessate all’infiltrazione e al condizionamento degli ambienti imprenditoriali anche a fini di riciclaggio e di evasione fiscale”. Infine la piaga del caporalato “ad opera di imprenditori locali senza scrupoli”.

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