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L'Oasi Susetta Guerrini in abbandono: la figlia scrive al sindaco e chiede la revoca dell'intitolazione

In una lettera indirizzata al primo cittadino la richiesta ufficiale di togliere il nome al Parco tra Q4 e Q5

Lo aveva annunciato e ora è passata dalle parole ai fatti. Con una lettera indirizzata al sindaco Damiano Coletta, Renata Tomasini Guerrini ha chiesto ufficialmente la revoca dell'intitolazione del Parco Oasi Verde alla madre Susetta Guerrini. Come documentato da Renata attraverso una serie di fotografie che lasciano poco spazio ai commenti,  grandi porzioni del parco tra i quartieri Q4 e Q5 versano in uno stato di abbandono. I cartelli in legno che riportano il nome e la foto della giornalista di Latina scomparsa prematuramente molti anni fa sono ammalorati dall'umidità e ormai, per la gran parte, crollati e sommesi dall'erba alta. "Se questa è la memoria, no grazie - dice Renata - In questo parco cammino ogni giorno e non posso più vedere vedere i cartelli con il nome di mia madre accanto agli escrementi dei cani. Il legno è ormai usurato e non c'è verso di sostituire questi cartelli. Da mesi segnalo questa situazione ma non è cambiato nulla. L'intero parco poi è in stato di abbandono. L'erba è così alta che arriva a coprire anche le panchine e i cestini dei rifiuti e gli alberi crollati con il maltempo dei mesi scorsi sono ancora tutti lì".

Così, con l'avvocato Annalisa Muzio, presidente dell'Associazione Minerva che ha lanciato anche l'iniziativa di consegnare delle borse di studio intitolate a Susetta Guerrini, Renata ha dunque scritto ufficialmente al primo cittadino: "Atteso il perdurante degrado in cui versa il parco intitolato alla memoria di mia madre - si legge - stante l'incuria costante, palese e manifesta, documentata anche a mezzo di foto e a mezzo stampa; viste le numerose segnalazioni e i reiterati appelli a provvedere a un'adeguata manutenzione sia del verde che della segnaletica in legno recante l'immagine e il nome di mia madre... tutti rimasti disattesi e privi di riscontro, chiedo la revoca immediata dell'intitolazione del suddetto parco a nome di mia madre. Con riserva di agire, in caso di perdurante ritardo, presso le competenti sedi per la tutela dell'immagine e del nome di mia madre e dei miei diritti". 

L'intervento del Comune dopo la lettera

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