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Vittoria dei lavoratori della ex Agri Amici apripista per diritti di tutti i braccianti

Grazie alla battaglia portata avanti dalla Uila l'Inps ha riconosciuto i diritti previdenziali e la disoccupazione agricola ai braccianti della coop coinvolta nell'operazione Commodo

Sono 400 i lavoratori della cooperativa ex Agri Amici di Sezze (coinvolta in un'operazione della squadra mobile di Latina nel 2019) che, grazie alla determinata iniziativa della Uila Uil, hanno ottenuto il riconoscimento dei diritti previdenziali con il pagamento della disoccupazione agricola e dei relativi assegni familiari relativi al 2019. Una vicenda che oggi si può definire 'a lieto fine', ma che era iniziata male per i lavoratori coinvolti e che ha richiesto una lunga e complessa azione di lotta, intrapresa con convinzione, e oggi possiamo dire con successo, dalla Uila Uil. La storia è stata illustrata ieri alla stampa nel corso di una video conferenza stampa presso la sede di Latina di Uila, alla quale, insieme ad alcuni lavoratori della cooperativa ex Agri Amici hanno partecipato, tra gli altri, Stefano Mantegazza segretario generale Uila, Giorgio Carra segretario generale Uila Latina, Guglielmo Loy presidente Civ Inps, Maurizio Mauri direttore Inps di Latina.

La vicenda inizia da un verbale di accertamento dell'Inps di Latina che portò per i lavoratori coinvolti all'annullamento del rapporto di lavoro e dei diritti previdenziali e assistenziali acquisiti. Si trattava per la gran parte di braccianti agricoli stranieri, quasi tutti di nazionalità rumena e africana (provenienti da Senegal, Congo, Guinea). Agri Amici era stata oggetto di accertamenti giudiziari per caporalato e sfruttamento del lavoro agricolo ma nei controlli disposti successivamente dall'Inps, anziché accertare le modalità con cui venivano sfruttati i lavoratori e far emergere irregolarità retributive e contributive o accertare anche le corresponsabilità delle aziende agricole che usufruivano dei servizi in appalto erogati dalla cooperativa, era stata messa in dubbio la correttezza dei rapporti di lavoro agricolo instaurati dalla cooperativa. "Per sbloccare la situazione - spiegano i sindacalisti della Uila - fu necessaria una circolare dell'Inps nazionale che dettò un diverso e più corretto comportamento dell'Istituto nei confronti dei lavoratori agricoli . Lo sblocco arriva dopo una battaglia portata avanti dalla Uila, un'assemblea dei lavoratori presso la propria sede di Sezze e un presidio dei lavoratori sotto la sede dell'Inps di Latina per denunciare la beffa di cui sono rimasti vittime i dipendenti della ex cooperativa".

"Siamo orgogliosi di festeggiare con i lavoratori di latina questo successo anche se si tratta di una delle poche vicende a lieto fine di tante altre tristi sul versante del caporalato" ha detto Stefano Mantegazza che ha annunciato l'intervento della Uila a difesa di un lavoratore indiano di un'azienda agricola molto grossa, vittima di un'aggressione da parte del datore di lavoro avvenuta ad Aprilia, i primi di settembre. Il lavoratore ha sporto denuncia all'autorità giudiziaria assistito e sostenuto dalla Uila di Latina. La vicenda dell'aggressione è stata documentata durante la conferenza stampa attraverso un video registrato dalla vittima con un telefonino.

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