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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

Centrale nucleare, il Governo non intende pagare i ristori: a rischio i 27 milioni di euro

La Presidenza del Consiglio ha impugnato la sentenza che riconosce al Comune di Latina il danno per la servitù ultra decennale dell'impianto di borgo Sabotino

Il Comune di Latina rischia seriamente di perdere gli oltre 27 milioni di euro di ristoro per avere ospitato la centrale nucleare di borgo Sabotino. La presidenza del Consiglio dei Ministri,  il Ministero delle Finanze e il Cipees (Comitato interministeriale programmazione economica e sviluppo sostenibile) hanno infatti impugnato la sentenza di ottobre 2023 con la quale la seconda sezione del Tribunale civile di Roma aveva accolto l'istanza dell'amministrazione comunale  “accertare e dichiarare il diritto del Comune di Latina ad ottenere il previsto contributo per ridurre il carico ambientale nella misura prevista per legge senza alcuna decurtazione e fino al definitivo smantellamento della centrale nucleare insistente in Borgo Sabotino, con condanna per Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero delle Finanze e il Cipees “al pagamento in solido in favore del Comune della complessiva somma di euro 27.363 oltre interessi legali dalle singole scadenze al saldo, per il periodo dal 2005 al 2018, nonché per le annualità maturate nelle more del presente giudizio fino alla data della presente sentenza”.  L’istanza predisposta dall’avvocato Francesco Cavalcanti era stata accolta ed era stata riconosciuto il diritto al 100% del ristoro.

Ma gli enti interessati hanno impugnato il verdetto davanti alla Corte di appello di Roma chiedendo la sospensione integrale  dell'esecutività della sentenza. "Va evidenziato – si legge nel ricorso dell’Avvocato dello Stato Luca Ventrella – che le somme al cui pagamento sono state condannate le amministrazioni appellanti hanno un valore complessivo superiore ai 27 milioni di euro oltre agli interessi correnti delle singole annualità. Si tratta di un esborso di denaro proveniente dalle casse pubbliche indubbiamente ingente comportante un’esosa ed esorbitante spesa a carico dell’intera collettività a danno della quale dall’esecuzione della sentenza può derivare un concreto pregiudizio grave e irreparabile anche in relazione alla rilevante possibilità di insolvenza del Comune in caso di riforma della sentenza con conseguente obbligo di restituzione di quanto in ipotesi fosse erogato”. Governo, Ministero e Cipees sottolineano quindi che se le somme fossero messe a disposizione dell’amministrazione comunale di Latina e il loro l’appello fosse accolto sarebbe difficile per l’ente – spiegano i ricorrenti – restituire gli oltre 27 milioni di euro e ciò determinerebbe “un grave e irreparabile danno a carico dell’intera collettività”.

Nel ricorso si ricorda inoltre che “in un analogo giudizio tra le amministrazioni appellanti e il Comune di Ispra e altri sette relativo alle annualità fino al 2011 è pendente un ricorso per Cassazione il cui accoglimento potrebbe riformare la sentenza in esame”.

L'udienza davanti alla Corte di appello di Roma è stata fissata per il 10 settembre prossimo e in quella sede verrà deciso se sospendere l'erogazione dei 27 milioni di euro.

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