Sanità verso il regime ordinario, tornano le visite e le prenotazioni al cup

Saranno ripristinati i servizi ambulatoriali con potenziamento degli orari. Si lavorerà fino alle 22, oltre al sabato e alla domenica

In ambito ospedaliero tutto sta per tornare alla normalità. Queste almeno le rassicurazioni fornite dall'assessore D'Amato nel corso della riunione della commissione sanità. Ad annunciarlo è il consigliere regionale pontino Giuseppe Simone, presidente della commissione: “Stiamo andando ormai verso una nuova normalità . ha dichiarato - Alcuni nosocomi della Capitale non hanno più pazienti positivi e a giorni anche nelle strutture ospedaliere delle province si ritornerà al vecchio regime ordinario. Andiamo verso il ripristino delle attività di elezione e anche i servizi ambulatoriali riprenderanno ad erogare prestazioni, con annesso potenziamento degli orari". 

Si lavorerà infatti fino alle 22, oltre al sabato e alla domenica. "Da diverse settimane - commenta il consigliere di FI Simeone - avevamo sollecitato l’amministrazione regionale a programmare nel dettaglio la fase ordinaria. Le prenotazioni al Cup ferme da marzo hanno prodotto un ulteriore crescita delle liste di attesa ed ora occorre recuperare il tempo perduto. Non c’è dubbio che siamo davanti ad una situazione più tranquilla, ma occorre tenere alta la guardia. L’obiettivo è che si possa ottenere la piena collaborazione di tutti, bisogna responsabilizzare i cittadini, continuando a mettere in evidenza la necessità di rispettare le regole, dall’uso di mascherine alle misure sul distanziamento sociale, tenendo sotto controllo il rischio di un aumento di contagi legato soprattutto alla movida".

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Continuano intanto a passo spedito i test sierologici. Fino ad oggi ne sono stati eseguiti circa 42.000 e i tamponi positivi sono risultati appena 81. "Sono stati avviati su tutto il personale sanitario in numero considerevole - ha aggiunto Simeone - e anche sulle forze dell'ordine, in primis guardia di finanza, polizia, vigili del fuoco, guardia costiera e adesso anche carabinieri; si andrà avanti poi con pediatri di libera scelta, infermieri, operatori della Rsa e il resto delle forze dell'ordine. Entro la fine di giugno questa lunga indagine sarà completata. Si tratta di un’indagine epidemiologica preziosa che non dà una patente di immunità ma è importante per capire come è circolato il virus e chi ne è entrato in contatto”.
 

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