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Domenica, 26 Maggio 2024
Nel Lazio e in provincia

Sanità, la Cgil sul piede di guerra: "Difenderemo la sanità pubblica, occorre investire non derogare ai privati"

Il sindacato pronto alla mobilitazione contro le scelte del nuovo presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che potrebbero avere conseguenze anche per il territorio pontino

"Nessun arretramento della sanità provinciale. Abbiamo già dato all'epoca della Polverini e non intendiamo rinunciare a nessun servizio che abbiamo riottenuto". Così commenta, in una durissima nota, la Cgil di Frosinone e Latina l'annuncio del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca di una "riorganizzazione della sanità" nelle due province del Lazio.

"Nella Asl di Latina - si legge nel comunicato della Cgil - servono assunzioni per garantire i servizi e per rilanciare la sanità territoriale. Il servizio d’ emergenza sanitaria deve continuare il percorso di internalizzazione che era cominciato. Visti i tempi lunghi per le visite la direzione dovrebbe essere quella opposta, ovvero un potenziamento dell’ospedale e del territorio, della loro integrazione che ancora oggi è carente e non derogare al privato. Si parla di scelte dolorose quando dovremmo parlare di investimenti di personale e di strutture. Con i fondi del Pnrr rischiamo di ritrovarci strutture nuovissime senza il personale necessario per farle funzionare e rispondere alla domanda di salute dei cittadini. Non vogliamo ritrovarci davanti altre delibere di affidamento nei confronti dei privati per la loro gestione".

Il sindacato dunque, preoccupato per le deroghe alla sanità privata, chiede un confronto e una discussione su tutte le scelte al livello regioanle che avranno ricadute sulla sanità provinciale. "Sui fondi del Pnrr - aggiunge la Cgil - dobbiamo fare una discussione franca, bisogna superare la legge che blocca le assunzioni dall’ anno 2010 al livello si spesa del 2004 meno l’1,4 % e bisogna finanziare anche le assunzioni del personale oltre che delle strutture. Senza il superamento di questa legge, senza il superamento del numero chiuso dell’università di medicina e senza investimenti nella sanità pubblica rischiamo di non riuscire a garantire il diritto alla salute nei nostri territori. Invece di lavorare su soluzioni strutturali, investendo nella sanità pubblica e la valorizzazione del personale, si decide di affidare alle strutture private 350 posti letto per gestire il sovraffollamento dei pronto soccorso. Si procede senza verificare preventivamente le condizioni di lavoro (carichi di lavoro, personale in servizio), i contratti applicati e se ci sono subappalti a cooperative in quelle strutture private. Una scelta che non condividiamo e che va in direzione opposta a quella di una sanità pubblica efficiente ed efficace alla quale non intendiamo, minimamente, rinunciare".

I pronto soccorso degli ospedali della provincia pontina soffrono da tempo di una carenza cronica di personale medico e infermieristico, non hanno una completa integrazione con il territorio e spesso diventano gli unici punti di accesso dei cittadini che li utilizzano senza alcun filtro. E' sotto gli occhi di tutti il sovraffollamento costante del pronto soccorso del Goretti, che soffre anche del problema della fuga del personale. "C’è un solo servizio di Endoscopia Urologica in tutta la provincia, che potrebbe essere a rischio chiusura per mancata sostituzione del personale che si avvia al pensionamento, e stessa sorte è in arrivo per il Cad di Sezze se non si procede con le assunzioni - aggiunge la Cgil - Nei reparti di Nefrologia e Medicina Interna dell’ospedale di Latina la carenza di personale infermieristico e di supporto è ormai insostenibile. L’ospedale di Formia soffre di una pericolosa mancanza di personale ostetrico con grave disagio per le puerpere e i neonati, avendo in servizio solo 7 ostetriche a fronte delle 12 necessarie all’assistenza per le 24 ore; nonché una carenza di chirurghi e di anestesisti che, se non immediatamente affrontata, potrebbe portare a una riduzione dei servizi. Infine, al San Giovanni di Dio di Fondi la carenza del personale medico presso il reparto di Medicina, Radiologia e pronto soccorso è diventata cronica. C’ è bisogno di assunzioni stabili superando la copertura dei turni da parte di cooperative di medici dove vengono pagate ingenti somme di denaro ad ore, oltre la mancanza degli oss per tutto il presidio ospedaliero. Prima di parlare di scelte dolorose o affidare posti letto alle strutture private, dobbiamo garantire, migliorare e difendere le strutture e i servizi che abbiamo. Dobbiamo valorizzare tutto il personale della Asl di Latina che garantisce quotidianamente il diritto alla salute nella nostra provincia. Bisogna continuare il percorso di internalizzazione del servizio di emergenza sanitaria  - si legge ancora nella nota del sindacato - oggi appaltato al privato nella provincia di Latina. Un servizio pubblico come l’ emergenza sanitaria deve tornare ad essere gestito, nella provincia di Latina, direttamente dall’ Agenzia regionale emergenza sanitaria così da non avere nella stessa Regione Lazio lavoratrici e lavoratori che a parità di lavoro non hanno gli stessi diritti e lo stesso salario. La Fp Cgil e la Cgil di Frosinone Latina non permetteranno nessun arretramento della sanità nelle province. Non accetteremo scelte non confrontate con i territori, non siamo disponibili a ulteriori sacrifici".

L'organizzazione sindacale annuncia per il 17 maggio una prima assemblea sindacale presso l'ospedale Dono Svizzero di Formia, con la partecipazione del segretario generale Maurizio Landini, in difesa della sanità pubblica e verso la manifestazione nazionale del 20 maggio a Napoli. "Non assisteremo passivamente a scelte dolorose - conclude la Cgil - siamo pronti alla mobilitazione".

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